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Boves, addio alla panettiera Maddalena “Lenuccia” Cagnolo foto

A 92 anni scompare una storica figura bovesana, moglie di «Erio Panatè»

Il suo cognome «da nubile» era Cagnolo, ma a Boves Maddalena, «Lenuccia», classe 1929, novantadue anni appena compiuti, era per tutti la moglie di Erio Giordano, «Panatè»… Tutta la vita era stata al suo fianco, dietro il bancone della panetteria di Via Roma, sin dal dopoguerra, a vendere anche quel «pane nero», di «segala», per cui «venivano sin da Cuneo».

Sempre attenta e gentile, efficiente nonostante l’avanzare degli anni, ha abbandonato quella sua «postazione» solo con la chiusura del negozio (attività davvero «di famiglia», numerosa, tutt’uno con l’abitazione), quando il figlio Giovanni, succeduto al marito, ha deciso di andare in pensione.

Il dolore peggiore della sua vita fu, alcuni anni fa, la morte della figlia, ancora giovane, Maria Rita, portata via, dopo tanto aver lottato, da un male incurabile. Era stata vicino al suo Erio, coppia inossidabile, sin alla serena morte di quest’ultimo, ultranovantenne, senza trascurare figli e nipoti, decidendo, poi, di diventare ospite della «Casa di Riposo» bovesana. Problemi di salute avevano portato al ricovero nell’Istituto Climatico «Ferrero» di Robilante, dove è spirata lo scorso giovedì 25 marzo scorso, tornando a Boves il pomeriggio del giorno dopo, per il funerale nella Parrocchiale di San Bartolomeo, prima di riposare nel cimitero cittadino, accanto al marito. Sempre in San Bartolomeo sarà la Messa di «Trigesima», sabato 24 aprile alle 18. Lascia i figli Giovanni, Eldo, Anna ed Alberto, le nuore Claudia, Mariella e Monica, i generi Roberto (vedono di Maria Rita) e Sebastiano, i nipoti Francesca, Alice, Mattia, Giulia, Cecilia, Matteo, Miriam e Pietro, i parenti tutti.

Il marito Erio era amico fraterno e grande collaboratore di Pierino Vallauri, inseparabili, facili da vedere insieme anche nelle passeggiate in Piazza. Furono la «colonna» della «Corale Bovesana», morendo, curiosamente, a poca distanza uno dall’altro. Erio passò gli ultimi anni a sentire musica e a raccogliere in CD musiche della «Corale», ogni possibile testimonianza della loro produzione, della loro voce tanto bovesana e tanto poetica…

Con timidezza e riserbo, ma era anche lui un vero, sensibile, poeta, come il suo «Maestro»… Ricordiamo i quattro, mogli incluse, per l’ultima volta insieme, al termine della loro vita, ancora «in forma», seduti in prima fila, all’Auditorium Borelli, durante una serata in omaggio a Pierino. Bastava vederli per capire una Boves del passato, più povera e paesana, con tanta voglia di fare e lavorare, investire sul futuro avendo presente il passato, probabilmente più serena, capace di godersi la vita, di quella attuale, in cui anche più piacevole era vivere, Comunità coesa…