Quantcast

Alluvione 2020, quando arrivano i soldi per i danni? Preioni (Lega) attacca: “Il Piemonte ha bisogno al più presto di quei milioni”

Il presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte afferma: "Confidiamo che il nuovo Governo Draghi, dove anche la Lega è protagonista, sia più vicino ai territori e alle regioni e che cambi passo rispetto a Conte. Le premesse ci sono"

Che fine hanno fatto i fondi post alluvione per il Piemonte, dopo gli eventi calamitosi dell’autunno 2020?

Una domanda tornata in queste ore d’attualità per effetto della nota stampa diramata dal presidente del gruppo Lega Salvini Piemonte, Alberto Preioni, nella quale il diretto interessato dichiara: “Mi associo alle prese di posizione che alcuni sindaci hanno espresso in queste ore, ma è evidente che il loro grido d’allarme debba arrivare forte e chiaro a Roma, dove l’ex esecutivo Conte è stato responsabile dei ritardi”.

“Oggi più che mai è necessario fare chiarezza – aggiunge –. Il compito della Regione è stato quello di raggruppare i dati che i Comuni hanno recuperato dai loro cittadini e dalle imprese e stimare poi i danni sia della somma urgenza per la ricostruzione sia dei rimborsi. Il ruolo dell’amministrazione piemontese è finito sostanzialmente lì, perché chi deve mettere le risorse è il Governo. Personalmente ho più volte denunciato le mancanze dell’ex esecutivo giallorosso che avrebbe destinato 100 milioni di euro, ma per tutto il Paese. Se a fronte di un miliardo di euro di danni in Piemonte, di cui 77 milioni per le somme urgenze, più il piano di ricostruzione e i danni a privati e partite Iva, da Roma sono arrivati solo 15 milioni, parliamo dello 0,15 per cento, qui c’è qualcuno che ha giocato coi numeri, e non siamo certo stati noi”.

E ancora: “Il governatore Cirio è commissario straordinario con poteri ordinari e senza portafogli, in occasioni di emergenza come queste è lo Stato che deve intervenire. Al proposito, ricordo anche che i Comuni piemontesi colpiti dall’alluvione del 2019 stanno ancora aspettando 100 milioni. In relazione all’evento dello scorso anno fonti del nuovo Governo ci hanno garantito che entro la fine del mese di marzo dovrebbero giungere i 77 milioni per le somme urgenze, così come sembrerebbero garantiti, seppur un po’ più avanti, anche i 200 per la ricostruzione. Poi ci sono i danni a privati e aziende che ammontano a circa 700 milioni. Roma deve rimpinguare in maniera importante il capitolo calamità naturali-Protezione Civile: bene che sia stato riconosciuto lo stato di calamità per il Piemonte, ma se vogliamo dare risposte concrete a cittadini e imprese, è necessario voltare pagina. Confidiamo che il nuovo governo Draghi, dove anche la Lega è protagonista, sia più vicino ai territori e alle regioni e che cambi passo rispetto a Conte. Le premesse ci sono”.

Giova ricordare che 7 milioni e mezzo di euro che vanno oggi a ripagare esclusivamente i danni strutturali alle prime case sono soldi aggiuntivi “messi per buona volontà dalla Regione Piemonte che, non potendo assolvere a tutte le emergenze per una questione di fondi limitati delle proprie casse, ha deciso in questa prima fase di dedicarsi a chi, appunto, ha subito danni all’abitazione. È un qualcosa in più, ma per saldare tutto e tutti, ripeto, bisogna che Roma finanzi con centinaia di milioni di euro il capitolo dello stato di calamità di Regione Piemonte. Questa è l’unica strada”.