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Garessio, sopralluogo della Provincia e del prefetto sul ponte “Lepetit”, prossimo ad essere abbattuto

Il ponte sul Tanaro rappresenta ormai un problema per il deflusso dell’acqua, come successo anche durante l’ultima alluvione dell’ottobre 2020

Il ponte sulla provinciale 582 del Colle San Bernardo, circonvallazione di Garessio, sarà abbattuto e sostituito da una nuova struttura ad arcata unica. La Provincia, proprietaria del manufatto che risale agli anni Trenta, provvederà al suo smantellamento, considerata la pericolosità del ponte dopo gli eventi alluvionali del 2 e 3 ottobre scorso.

Il presidente della Provincia Federico Borgna è tornato ieri, martedì 2 febbraio, a Garessio per un sopralluogo a cui hanno partecipato anche il prefetto Fabrizia Triolo con il vicario Maria Antonietta Bambagiotti e il capo di gabinetto Marina Rancurello, il consigliere provinciale delegato Annamaria Molinari, il sindaco di Garessio, Ferruccio Fazio, il suo vice Massimo Sommariva e l’amministratore delegato dello stabilimento Huvepharma De Risi, oltre ai tecnici del settore Viabilità della Provincia. L’obiettivo era quello di verificare la possibilità di un ripristino idrogeologico e della messa in sicurezza di quel tratto di fiume Tanaro.

Il ponte ha una storia travagliata ed è ormai dimostrato che non riesce a smaltire le portate idrauliche che storicamente si riversano su Garessio. Il viadotto è stato causa di allagamento e gravi danni al territorio anche nelle precedenti alluvioni del 1994, 2016 e 2020 perché le  tre arcate hanno fatto da diga al flusso dell’acqua. In particolare, la sostituzione del ponte ex “Lepetit”  è urgente per la messa in sicurezza di tutta l’area circostante dove, oltre alle abitazioni, ha sede anche lo stabilimento chimico Huvepharma, a circa 200 metri di distanza. Dall’ipotesi iniziale di adeguare l’infrastruttura costruendo  una quarta arcata sulla sponda destra del Tanaro, si è passati alla decisione di abbatterlo perchè l’intervento non sarebbe bastato a risolvere i problemi di esondazione, mancando i franchi idraulici di normativa. Il nuovo ponte avrà una sola campata (tecnologia non disponibile all’epoca della costruzione del ponte).

Durante l’ultima alluvione dell’ottobre 2020 buona parte delle attuali tre campate sono state occluse da alberi e materiale trasportato da monte, limitando la capacità di deflusso del Tanaro. Inoltre il ponte ha subito danni strutturali, la bitumatura è stata asportata così come buona parte delle barriere stradali; anche la soletta del ponte ha subito ingenti danni. Gli uffici tecnici della Provincia che hanno svolto un’ispezione interna del ponte hanno riscontrato che, nonostante all’esterno la struttura si presenti come costituita da tre campate ad arco, di fatto il ponte è strutturalmente caratterizzato da cinque travi in cemento armato semplicemente appoggiate sulle pile; alle arcate, in sostanza, è rimasta solo una funzione estetica. Si può anche ipotizzare che il ponte, negli anni Cinquanta-Sessanta, abbia subito importanti danni fra i quali la distruzione del paramento in mattoni al di sopra gli archi e che per tale motivo si sia ricorsi ad un rinforzo, sostituendo la struttura ad arco con un considerevole rinforzo in travi in cemento armato. Il ponte a campata unica rappresenta la soluzione radicale del problema, come confermato anche dalla tenuta  del ponte ferroviario a monte, anch’esso a campata unica, che non ha subito particolari danni nonostante la piena eccezionale.