Quantcast

Sci ancora fermo, Prato Nevoso e Artesina rincarano la dose: “Zero rispetto, Speranza si dimetta”

Non si placano le polemiche connesse alla mancata apertura degli impianti, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha sottoscritto la proroga della chiusura sino al prossimo 5 marzo

Non si placano le polemiche connesse alla mancata apertura degli impianti sciistici, con il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha sottoscritto la proroga della chiusura sino al prossimo 5 marzo.

Prato Nevoso e Artesina, che avevano già manifestato il loro disappunto nei giorni scorsi, sui social network continuano la loro personale battaglia.

Gian Luca Oliva, ad della Prato Nevoso Ski, scrive: “Una vergogna. Un Paese di irresponsabili. Un Paese che se ne frega dei lavoratori, di chi investe, di chi ci mette il cuore e l’anima. Un paese di irresponsabili che si permette alle 18.30 della vigilia dell’apertura di dire ‘non si apre’. Questa si chiama follia, è tutto vergognoso”.

Aggiungendo, poi: “Ma sanno loro cosa significa aprire una stazione? Sanno gli investimenti? Il personale? Dieci giorni a preparare il tutto, riunioni su riunioni perché la sicurezza fosse rispettata nei dettagli. E ora? Ma possibile che se ne siano accorti adesso che gli impianti non possono aprire? Manca il rispetto per il lavoro, ma soprattutto per la dignità delle persone. Prima dicono che la montagna è il posto più sicuro, il Cts dice di sì e poi lo stesso Cts con gli stessi membri dice di no… Diteci che è uno scherzo, diteci che non è vero…”.

Traspare delusione anche nelle parole del CEO di Artesina Spa, Paolo Palmieri: “‘La montagna umiliata’, il nuovo libro di Roberto Speranza, anche questo non uscito in libreria. Speranza non doveva ritornare ministro, aveva già dimostrato di non essere all’altezza dell’incarico, ora si deve dimettere. Quelli che ora sono bravi a parlare, chiedano subito le dimissioni di Roberto Speranza oppure, se sono coerenti, escano dal Governo. Vogliamo dei fatti concreti, delle parole non ce ne facciamo niente”.