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“Perché il vaccino non è prioritario per i donatori di sangue?”: l’Avas-Fidas Monregalese scrive a Cirio

Il presidente, Mauro Benedetto: "Ogni giorno che passa leggiamo sui giornali dell'assegnazione del vaccino anti-Covid a questa o a quella categoria di cittadini. Ai donatori di sangue, a cui fu dedicata una comunicazione del Ministero della Salute, ancora nulla"

In data odierna, mercoledì 17 febbraio, il presidente dei donatori di sangue Avas-Fidas Monregalese, Mauro Benedetto, ha scritto una lettera al governatore del Piemonte, Alberto Cirio, per chiedere spiegazioni riguardo alla decisione di non inserire i donatori di sangue fra le categorie prioritarie per ottenere il vaccino.

“Ogni giorno che passa – spiega Benedetto – leggiamo sui giornali dell’assegnazione del vaccino anti-Covid a questa o a quella categoria di cittadini. Ai donatori di sangue, a cui fu dedicata una comunicazione del Ministero della Salute, ancora nulla. Dato che è la Regione stessa ad avere la delega alla salute, ho deciso di scrivere al presidente Cirio per portare la nostra voce”.

“Il sangue – aggiunge – è un elemento insostituibile per molte terapie salvavita, per non parlare di interventi urgenti in cui sono fondamentali le trasfusioni di grandi quantità di emocomponenti. Senza l’apporto dei donatori di sangue sarebbe impossibile garantire servizi essenziali come le cure a malati oncologici, trapianti o anche le urgenze causate da incidenti sul lavoro o stradali. A mio modesto avviso, il donatore di sangue è configurabile come parte attiva del sistema sanitario in deficit, del quale potrebbero essere scompensati molti livelli di sicurezza”.