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Incontro on-line promosso dalla Sezione meccanica di Confindustria Cuneo

Il presidente Marco Costamagna, il direttore generale di Federmeccanica, Stefano Franchi, e Paolo Cuniberti della delegazione ristretta di Federmeccanica, hanno illustrato i contenuti dell’innovativo accordo con i sindacati sottoscritto il 5 febbraio

La Sezione meccanica di Confindustria Cuneo ha organizzato un incontro on-line, a cui hanno preso parte oltre cento aziende, di aggiornamento e di approfondimento sull’ipotesi di accordo sottoscritta con i sindacati relativa al contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici.

Sono stati affrontati i principali temi economici e normativi previsti: inquadramento, minimi tabellari, welfare e formazione.

Dopo l’introduzione di Marco Costamagna, presidente della Sezione meccanica, sono intervenuti Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica, e Paolo Cuniberti, componente della delegazione ristretta di Federmeccanica.

A coordinare i lavori è stato Alessandro Fantino del Servizio relazioni industriali, Area lavoro e welfare di Confindustria Cuneo.

Il presidente Costamagna, il quale fa parte del Consiglio generale di Federmeccanica, ha evidenziato come l’accordo raggiunto con i sindacati, che nelle prossime settimane dev’essere validato dalle assemblee dei lavoratori, si concretizzi in un buon contratto, siglato in un momento fondamentale, perché sgombrerà il campo da possibili tensioni che ostacolerebbero la ripresa attesa nel post Covid. Relazioni sindacali non conflittuali, che dovrebbero protrarsi per almeno un quadriennio sono, infatti, basilari per focalizzare l’attenzione sul superamento delle difficoltà generate dall’emergenza sanitaria, in una prospettiva di cauto ottimismo suffragato dai dati inerenti agli andamenti del quarto trimestre del 2020 e del primo trimestre dell’anno in corso.

L’ingegner Marco Costamagna inoltre ha sottolineato la grande coesione e la determinazione di cui Federmeccanica ha dato prova in tutte le proprie componenti durante le trattative che in autunno hanno fatto registrare momenti di tensione presto rientrati. Il Presidente della Sezione meccanica ha anche ribadito che, per gli elementi di novità in esso contenuti, come già accadde in passato, questo contratto potrebbe essere di stimolo e di esempio per altri comparti produttivi.

Alessandro Fantino, nel porre l’accento sul fatto che, oltre all’aspetto numerico-economico, la valenza del nuovo contratto è espressa soprattutto sulla sua sostenibilità, ha rimarcato come i contenuti innovativi del contratto del 2016, specie per ciò che riguarda il welfare, abbiano trovato nella Granda un’assai positiva applicazione concreta, misurabile anche attraverso gli esiti della contrattazione di secondo livello.

Stefano Franchi ha ripercorso la storia della trattativa seguita alla scadenza del precedente contratto nazionale, avvenuta a fine 2019, e ha parlato di riforma epocale che trova un buon equilibrio fra qualità e quantità ed è basata su un’“ingegneria contrattuale” che esalta il ruolo delle persone e delle professionalità anche attraverso i nuovi inquadramenti.

Viene alla ribalta il lavoro di squadra e si passa dalla mansione al ruolo, dal “cosa si fa” al “come si fa” e al “come si può far meglio”.

Il Direttore generale ha sottolineato il grande spazio dato al welfare e ha concluso con un motto che vuole riassumere l’essenza stessa di Federmeccanica, dimostratosi reale durante la trattativa sindacale conclusa il 5 febbraio: «Siamo un cerchio, tutti equidistanti, ma nessuno ai margini».

Paolo Cuniberti ha rimarcato anch’egli il grande impegno profuso da tutti i protagonisti del confronto con i sindacati e, illustrando i contenuti tecnici del nuovo sistema di classificazione del personale, ha spiegato come ci si trovi di fronte a grandi innovazioni, soprattutto in merito all’inquadramento dei dipendenti, avviate però nel solco della continuità e con molti automatismi che renderanno di semplice attuazione la riforma.

Sono previsti aumenti a regime di 112 euro sui minimi al quinto livello e di 100 euro al terzo, versati in quattro tranche. Sono inoltre confermati i 200 euro l’anno di flexible benefit del precedente contratto, elemento di grande valore economico per l’assenza di tassazione e l’abbattimento totale del cuneo fiscale.

Il nuovo contratto contiene l’attesa riforma dell’inquadramento professionale che risaliva al 1973. L’organizzazione della fabbrica fordista lascia il passo a un sistema studiato per adeguarsi ai cambiamenti e alla transizione verso l’Industria 4.0. Sono istituiti nove livelli di professionalità che sostituiscono le precedenti dieci categorie.

Le nuove declaratorie sono definite sulla base dei seguenti criteri di professionalità: autonomia-responsabilità gerarchico/funzionale, competenza tecnico-specifica, competenze trasversali, polivalenza, polifunzionalità, miglioramento continuo e innovazione correlati ai nuovi sistemi integrati di gestione operativa e di organizzazione del lavoro.