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Impianti chiusi, maestri di sci furiosi: “Umiliati dalle istituzioni, zero rispetto verso 15mila famiglie”

Il presidente AMSI nazionale, Maurizio Bonelli: "Ora ci aspettiamo il giusto e doveroso ristoro dallo Stato, perché gli oltre 15mila maestri di sci italiani, dopo tutto questo 'tira-molla' delle nostre istituzioni, rimarranno fermi senza lavoro per quasi 21 mesi, da marzo 2020 a dicembre 2021, se si potrà riprendere nel dicembre prossimo"

L’associazione “Maestri di sci italiani” ha manifestato sui social network la propria delusione per la mancata apertura degli impianti sciistici.

“Alle 19 di domenica 14 febbraio 2021, ricevendo il comunicato stampa del Ministero della Salute, nel quale si evidenzia come, a poche ore dall’apertura degli impianti di risalita precedentemente prevista nelle regioni nella cosiddetta zona gialla, è vietata l’attività agli sciatori amatoriali, intendiamo esprimere sconcerto, incredulità e sgomento – si legge nella nota diramata –. Centinaia di professionisti della neve legati alla scuola italiana sci si sono attrezzati e organizzati con il massimo rigore, pronti ad attenersi con scrupolo ai protocolli e vademecum previsti, investendo risorse in una stagione già di per sé drammatica per il comparto. Ora, ricevendo questa ennesima battuta d’arresto, non ci sono parole per esprimere delusione e preoccupazione”.

Il presidente AMSI nazionale, Maurizio Bonelli, ha tuonato: “La decisione del ministro delle Salute per tempistica e modalità ci lascia esterrefatti! AMSI si unisce al Collegio Maestri di Sci Italiani nel denunciare la completa mancanza di rispetto delle istituzioni verso la nostra categoria e il mondo della montagna in generale. La modalità e la tempistica di questo nuovo e ulteriore stop alla ripartenza dell’attività dei maestri di sci è un evidente segno di scarsissima attenzione verso 15mila famiglie che vivono di questa attività e che sono ferme dal 10 marzo 2020. Come non mai, in questo momento ci sentiamo umiliati nella nostra dignità di persone e di lavoratori professionali ai quali viene vietato il diritto al lavoro e, quindi, al sostentamento delle proprie famiglie da continue promesse rimaste tutte regolarmente disattese: ci sentiamo e siamo presi in giro! Ora ci aspettiamo il giusto e doveroso ristoro dallo Stato, perché gli oltre 15mila maestri di sci italiani, dopo tutto questo ‘tira-molla’ delle nostre istituzioni, rimarranno fermi senza lavoro per quasi 21 mesi, da marzo 2020 a dicembre 2021, se si potrà riprendere nel dicembre prossimo”.