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Il Buongiorno di Cuneo24

Buon compleanno Fabiana Dadone! Festeggia oggi la ministro per la pubblica amministrazione nel Governo Conte II nell'attesa di capire se per lei ci sarà posto nel governo Draghi

Cuneo. Il sole è sorto alle 7:29 e tramonta alle 17:59. Durata del giorno dieci ore e trenta minuti.

Santi del giorno
Sant’Eulalia, vergine e martire in Spagna.
San Goslino, Gozzelino, abate di San Solutore.
San Melezio di Antiochia, vescovo.

Avvenimenti
1980 – A Roma viene assassinato Vittorio Bachelet dalle Brigate Rosse.
1981 – L’Italia porta a termine il divorzio tra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia.
2002 – Inizia il processo dell’ex presidente jugoslavo Slobodan Milošević, davanti al Tribunale delle Nazioni Unite per i crimini di guerra dell’Aia.
2019 – L’ex Repubblica jugoslava di Macedonia assume ufficialmente il nuovo nome di Macedonia del nord.

Nati in questo giorno
Fabiana Dadone – Nasce a Cuneo il 12 febbraio 1984. Nella provincia natale è stata attiva nelle battaglie del Movimento 5 stelle fin dalla nascita del Movimento stesso. Di lei si ricorda soprattutto il ricorso che portò, nel 2012, allo scioglimento della giunta di Mondovì a causa di problemi relativi alle quote di genere.
Dopo la laurea in giurisprudenza diviene praticante avvocato a Ceva. E’ una persona molto attiva nel volontariato. Nel 2013 Fabiana Dadone vince le “Parlamentarie” del Movimento 5 Stelle finalizzate alle elezioni politiche del 2013 e eletta nella circoscrizione Piemonte 2 della XVII legislatura della Repubblica Italiana. Componente della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni), dove per oltre un anno è capogruppo, fa parte del Comitato permanente per i Pareri della Giunta per le Elezioni e della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle Mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere. La storia del primo anno di mandato al Parlamento di Fabiana Dadone è raccontata in un libro, “Oltre lo Tsunami” di Ergys Haxhiu. Il 21 ottobre 2014 ottiene la nomina a vice capogruppo vicario alla Camera del gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle, superando al ballottaggio con 42 voti contro 33 il deputato Massimo Artini. Il 9 febbraio 2015 diviene capogruppo e portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati, incarico che mantiene fino all’11 maggio seguente. Nell’ambito della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle Mafie e sulle altre associazioni criminali, Fabiana Dadone è Presidente del comitato sul traffico di esseri umani. La sua relazione viene approvata all’unanimità dalla Commissione Antimafia ed entra a far parte degli atti ufficiali del Parlamento. Dadone rivince le “Parlamentarie” dei 5 stelle per le elezioni politiche del 2018. Viene rieletta alla Camera, restando componente della I Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni e della Giunta per le Elezioni. Successivamente ottiene la presidenza del Comitato per la Legislazione della Camera dei deputati. Dal 16 settembre 2018 è il nuovo referente di Rousseau, la piattaforma di Davide Casaleggio, per la funzione Scudo della Rete. In tale ruolo succede ad Alfonso Bonafede, creato Ministro della Giustizia nel primo Governo Giuseppe Conte. Scelta da Luigi Di Maio, il 25 giugno 2019 Fabiana Dadone viene confermata dalla base degli iscritti nel ruolo di Probiviro: è quindi membro di un collegio di 3 persone stimate, incaricato di esprimere pareri autorevoli e di risolvere divergenze all’interno del Movimento 5 stelle. Il 4 settembre 2019 viene nominata Ministro (senza portafoglio) per la pubblica amministrazione nel governo Conte bis, succedendo a Giulia Bongiorno. Come prima firmataria, presenta proposte di legge in materia di “Accesso dei membri del Parlamento ai documenti amministrativi per esigenze connesse allo svolgimento del mandato parlamentare” e di “Verifica dei titoli di ammissione e delle cause di ineleggibilità e incompatibilità dei membri del Parlamento”, oltre che di “Disposizioni in materia di conflitti di interessi, ineleggibilità e incompatibilità parlamentari”. Nel 2014 presenta una legge in materia di “Introduzione dell’insegnamento della Costituzione come materia di studio nelle scuole di ogni ordine e grado”. Altre sue proposte cronologicamente successive riguardano l’immunità dei membri del Parlamento. Compie 37 anni.
Rosy Bindi -Si laurea in Scienze politiche all’Università Luiss di Roma e diventa assistente del professore Vittorio Bachelet, giurista e politico italiano. Bachelet è un maestro di diritto per Rosy oltre ad essere il suo ispiratore politico. Il 12 febbraio del 1980, giorno del suo compleanno, si trovano alla Sapienza di Roma e mentre chiacchierano dopo una lezione, Bachelet viene raggiunto da alcuni colpi di pistola sparati da Anna Laura Braghetti esponente delle Brigate Rosse e fra i partecipanti al rapimento di Aldo Moro, padre politico di Bachelet. Bachelet muore sul colpo e l’attentato lascia un segno indelebile in Rosy Bindi che continua il suo impegno politico anche dopo il tragico evento. Già all’epoca milita nell’Associazione Cattolica seguendo l’ispirato cambiamento imposto dallo stesso Bachelet all’associazione e dal 1984 al 1989 ricopre la carica di Vicepresidente nazionale; ruolo che lascia per entrare ufficialmente nella carriera politica. Viene eletta, infatti, parlamentare europeo per la Democrazia Cristiana nella circoscrizione del Nord-est in cui riceve 211.000 preferenze. Diventa così uno dei punti di riferimento del partito dello scudo crociato in Veneto. Proprio in questo periodo affronta la tempesta di Tangentopoli che annienta gran parte del suo partito. Si fa promotrice di un cambiamento appoggiando il progetto di Mino Martinazzoli e del Ppi, e dal 1992 al 1999 realizza la sua carriera contribuendo a costruire un ponte fra il centro e la sinistra italiana. In questo senso conduce insieme a Romano Prodi e Nino Andreatta la via per la creazione dell’Ulivo. Viene eletta nel 1994 deputato della Repubblica Italiana e affronta una battaglia aspra e senza sconti al primo governo Berlusconi. Nel 1996 la coalizione dell’Ulivo vince le elezione e Rosy Bindi viene nominata Ministro della Sanità. Durante questo periodo affronta un’ampia riforma del servizio sanitario nazionale non senza polemiche e critiche provenienti dall’opposizione e dalla corporazione dei medici. Affronta anche la questione Di Bella riguardante la cura contro il cancro che il medico modenese aveva approntato e che diventa oggetto di attenzione della stampa e di migliaia di malati. Nel 2000 si dimette dall’incarico ministeriale ma viene rieletta nel 2001 alla Camera dei Deputati nelle file dell’opposizione. A questo punto concentra le sue energie per la costruzione di un soggetto politico, l’Ulivo, che abbia programma e status da vero e strutturato movimento e non più di semplice cartello elettorale. Proprio in funzione di questo progetto partecipa alla fondazione della Margherita di cui diventa uno dei dirigenti. Da questa posizione inizia a costruire un dialogo fra cattolici e laici al fine di realizzare un’alleanza che renda il centro-sinistra vincente alle elezioni successive. Nel 2006 viene rieletta alla Camera dei Deputati e subito nominata Ministro per le politiche della famiglia nel secondo governo Prodi. La sua attività si concentra nella creazione di conferenze e incontri su questo tema, favorendo la Prima conferenza nazionale sulla famiglia. Nel 2007 partecipa alla fondazione del Pd di cui diventa dirigente. La sua figura assume un ruolo decisivo nel dialogo con le forze moderate di centro e in virtù dell’attenzione che il suo ruolo. Festeggia 70 anni.

Eventi sportivi
1995 – Roma – Inter 3-1. Balbo scatenato, tripletta e l’Inter va al tappeto! Balbo dà il meglio di sè, e la difesa interista, compreso Pagliuca, non sembra nemmeno sufficiente.

Proverbio / Citazione
Febbraio è il mese in cui le donne parlano poco.
“La vita è come una bicicletta a dieci velocità. Molti di noi hanno delle marce che non usano mai.” Charles M. Shulz