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Gribaudo: “Il Governo Draghi sarà diverso dal Governo Monti, ora bisogna fare squadra!”

L’onorevole cuneese del PD invita le forze politiche ad unirsi per anteporre agli interessi di partito il bene del paese, per non perdere tempo e soprattutto i 209 miliardi dell’Europa. “Monti era stato chiamato per tagliare le spese, Draghi per spendere al meglio”.

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Chiara Gribaudo, vicecapogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, ha espresso una volta di più il sostegno suo e del suo partito al nuovo Premier incaricato. Ecco il testo del suo post su Facebook.

Con la chiamata di Draghi, il Presidente Mattarella ha chiesto a tutte le forze politiche di anteporre ai propri interessi e al proprio consenso, il bene del Paese. È una necessità che sposo in pieno.

Le sirene del voto, di cui qualcuno ancora ieri, da più parti, ascoltava il richiamo, farebbero schiantare l’Italia sugli scogli dell’emergenza sanitaria ed economica. Ci farebbero perdere 209 miliardi e mesi cruciali per rispondere ai bisogni dei cittadini. Abbiamo bisogno di una prospettiva di largo respiro. Non considero il fallimento di queste settimane una sconfitta della politica in generale, ma della politica che si suicida nei tatticismi dallo sguardo basso e l’agenda corta. La politica che si attorciglia nei personalismi e nel rancore, che continuo a leggere a fiumi sui social. Ma non si può guidare un Paese con il rancore, perché gli italiani non ci hanno eletto per risolvere i nostri problemi e diatribe personali.

Il Partito Democratico non può, matematicamente, essere al timone della maggioranza che sosterrà Mario Draghi in Parlamento. Ma al proprio timone deve dare una direzione chiara. Il PD, a prescindere dai contorni e dalla forma del nuovo governo, deve essere riconoscibile per le priorità che inserirà nell’agenda del governo. Priorità che non si fermino alla distribuzione dei vaccini e alle fasce colorate, ma che diano una nuova speranza ai disoccupati, che sostengano chi lavora ma è precario e mal pagato, ad esempio i dipendenti delle cooperative di servizi o della logistica, o i professionisti che chiedono l’equo compenso. Politiche che creino finalmente equilibrio fra generi e generazioni. Parliamo di salario minimo, parità salariale e asili nido, ricambio generazionale nella PA e opportunità di lavoro per quel 30% di giovani che non lo trovano. Senza dimenticare le riforme, come quella della giustizia, ma anche quelle costituzionali necessarie a bilanciare il taglio dei parlamentari, su cui gli accordi precedenti non sono stati rispettati.

Ci sono tutti i presupposti perché il governo Draghi sia un’esperienza molto diversa dal governo Monti. Il professore della Bocconi era stato chiamato per tagliare, l’ex presidente Bce è stato chiamato per spendere bene. Qual è il debito buono e quale il debito cattivo? Non è una distinzione scritta sulla pietra, non è un giudizio puramente tecnico. Sono d’accordo con chi dice che non esistono governi tecnici. Ogni scelta è profondamente politica. Debito cattivo è quota100, debito buono sono la formazione con nuove competenze e la ricollocazione per i disoccupati. E potrei farvi molti altri esempi.

Decidere come comporre quel debito buono, mettere al centro le priorità per le future generazioni e per rilanciare il Paese con uno sviluppo equo e sostenibile, è la sfida nella quale il PD può e deve rendersi protagonista”.

 

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