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Fabiana Dadone, l’ex ministra più giovane ha giurato

Chi è l'unica rappresentante della Granda del governo Draghi

Fabiana Dadone è stata confermata ministro nel nuovo governo Draghi. Ha giurato oggi, sabato 13 febbraio. Suo il dicastero alle Politiche Giovanili.

Nasce a Cuneo il 12 febbraio 1984. Nella provincia natale è stata attiva nelle battaglie del Movimento 5 stelle fin dalla nascita del Movimento stesso. Di lei si ricorda soprattutto il ricorso che portò, nel 2012, allo scioglimento della giunta di Mondovì a causa di problemi relativi alle quote di genere.

Dopo la laurea in giurisprudenza diviene praticante avvocato a Ceva. E’ una persona molto attiva nel volontariato.

Nel 2013 Fabiana Dadone vince le “Parlamentarie” del Movimento 5 Stelle finalizzate alle elezioni politiche del 2013 e eletta nella circoscrizione Piemonte 2 della XVII legislatura della Repubblica Italiana.

Componente della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni), dove per oltre un anno è capogruppo, fa parte del Comitato permanente per i Pareri della Giunta per le Elezioni e della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle Mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.

La storia del primo anno di mandato al Parlamento di Fabiana Dadone è raccontata in un libro, “Oltre lo Tsunami” di Ergys Haxhiu.

Il 21 ottobre 2014 ottiene la nomina a vice capogruppo vicario alla Camera del gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle, superando al ballottaggio con 42 voti contro 33 il deputato Massimo Artini. Il 9 febbraio 2015 diviene capogruppo e portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei deputati, incarico che mantiene fino all’11 maggio seguente.

Nell’ambito della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle Mafie e sulle altre associazioni criminali, Fabiana Dadone è Presidente del comitato sul traffico di esseri umani. La sua relazione viene approvata all’unanimità dalla Commissione Antimafia ed entra a far parte degli atti ufficiali del Parlamento.

Dadone rivince le “Parlamentarie” dei 5 stelle per le elezioni politiche del 2018. Viene rieletta alla Camera, restando componente della I Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni e della Giunta per le Elezioni. Successivamente ottiene la presidenza del Comitato per la Legislazione della Camera dei deputati.

Dal 16 settembre 2018 è il nuovo referente di Rousseau, la piattaforma di Davide Casaleggio, per la funzione Scudo della Rete. In tale ruolo succede ad Alfonso Bonafede, creato Ministro della Giustizia nel primo Governo Giuseppe Conte.

Scelta da Luigi Di Maio, il 25 giugno 2019 Fabiana Dadone viene confermata dalla base degli iscritti nel ruolo di Probiviro: è quindi membro di un collegio di 3 persone stimate, incaricato di esprimere pareri autorevoli e di risolvere divergenze all’interno del Movimento 5 stelle.

Come prima firmataria, presenta proposte di legge in materia di “Accesso dei membri del Parlamento ai documenti amministrativi per esigenze connesse allo svolgimento del mandato parlamentare” e di “Verifica dei titoli di ammissione e delle cause di ineleggibilità e incompatibilità dei membri del Parlamento”, oltre che di “Disposizioni in materia di conflitti di interessi, ineleggibilità e incompatibilità parlamentari”.

Nel 2014 presenta una legge in materia di “Introduzione dell’insegnamento della Costituzione come materia di studio nelle scuole di ogni ordine e grado”. Altre sue proposte cronologicamente successive riguardano l’immunità dei membri del Parlamento.

Il 4 settembre 2019 viene nominata Ministro (senza portafoglio) per la pubblica amministrazione nel governo Conte bis, succedendo a Giulia Bongiorno.

Come ministro della Pubblica amministrazione è stata lei ad occuparsi nel corso dell’emergenza Covid del passaggio obbligato dei dipendenti pubblici allo smart working, necessario per non far cessare l’erogazione dei servizi pubblici. L’adozione della modalità di lavoro agile nelle amministrazioni ha raggiunto in questi mesi percentuali altissime (dal 70% al 90%). Una rivoluzione che ha segnato gli uffici e che dovrà essere d’ora in poi regolata anche nella fase post-pandemia. In seguito alla fase di emergenza, Dadone ha infatti aperto una nuova fase del lavoro agile nel settore pubblico con l’introduzione, nel decreto rilancio, del POLA (Piano organizzativo del lavoro agile), che dovrà essere adottato da ogni amministrazione pubblica entro il 31 dicembre di ciascun anno.

Dadone è diventata mamma per la seconda volta a giugno 2020. L’ex premier, Giuseppe Conte, l’ha elogiata per aver partecipato ad una riunione di governo sul decreto semplificazione in diretta dall’ospedale.