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Cuneo, il “Popolo della Montagna” scende in piazza… e scrive a Draghi: “meritiamo rispetto” foto

Dal palco sono intervenuti tutti i più importanti rappresentanti istituzionali della provincia di Cuneo, oltre a diversi primi cittadini. Chiusura affidata al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio

Cuneo. Nella mattinata di oggi (lunedì 22 febbraio) davanti alla sede di Cuneo Neve (e di Confindustria Cuneo) di corso Dante è andata in scena la manifestazione dell’autodefinitosi “Popolo della Montagna“, composto dai rappresentanti delle stazioni sciistiche della provincia di Cuneo.

popolo montagna manifestazione cuneo 22 febbraio 2021

Centinaia di persone, munite di palloncini neri in segno di lutto, hanno ascoltato i tanti relatori che hanno via via preso la parola da un balcone improvvisatosi palco. Tra gli altri sono intervenuti Roberto Gosso (presidente di Cuneo Neve), Federico Borgna (presidente della Provincia di Cuneo), Mauro Gola (presidente Camera di Commercio e Confindustria Cuneo), Mauro Bernardi (presidente ATL Cuneese), Luca Chiapella (presidente Confcommercio Cuneo), Luca Crosetto (presidente Confartigianato Cuneo), Mauro Carlevaris (presidente CNA Cuneo), Enrico Allasia (presidente Confagricoltura Cuneo) oltre a tanti sindaci dei comuni della provincia. Tra i “primi cittadini” hanno parlato Paolo Adriano (Mondovì), Massimo Riberi (Limone Piemonte), Giulia Negri (Roburent), Iole Caramello (Frabosa Soprana). Chiusura affidata al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Nei vari interventi è stato unanimemente espresso il forte disappunto, soprattutto per quanto concerne la modalità e la tempistica della comunicazione, relativamente alla proroga della chiusura delle stazioni sciistiche arrivata nel pomeriggio di domenica 7 febbraio, a poche ore da quella che sarebbe dovuta essere la tanto attesa riapertura.

Infine l’annuncio di una lettera scritta dai manifestanti, consegnata al prefetto Fabrizia Triolo e indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi, nella quale viene richiesto l’indennizzo dei tanti danni subìti dal comparto in una stagione che non è mai iniziata.