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Volontari di protezione civile ed educatori per evitare assembramenti alla stazione dei bus di Saluzzo foto

A loro il compito di vigilare anche su comportamenti errati (come, ad esempio, mascherine indossate male)

Ogni mattina si presentano alle 7.30 alla stazione dei bus “Ati” di via Circonvallazione, a Saluzzo, per supervisionare, assistere, spiegare e, soprattutto, evitare il rischio di assembramenti da parte degli studenti pendolari delle scuole superiori, vigilando anche sui loro comportamenti sbagliati, come, ad esempio, le mascherine indossate male.

A svolgere questo compito sono i volontari di Protezione Civile dell’Associazione nazionale carabinieri, coordinati dall’ufficio tecnico del Comune.Giriamo nella stazione all’arrivo dei mezzi – dichiara Bruno Boschetti, della sezione saluzzese dell’Anc – e nelle strade vicine, dove passano ragazzi e ragazze diretti verso gli istituti incentro. Invitiamo chi ha la mascherina messa male a portarla nel modo corretto, ci avviciniamo se vediamo che si sta formando un assembramento, chiediamo a chi sta fumando di farlo allontanandosi dagli amici. Le risposte sono positive. Ci pare che tutti collaborino e che tutti abbiano capito l’importanza di rispettare le regole contro il Coronavirus e il nostro ruolo di supervisione”.

Con loro ci sono anche gli educatori del progetto comunale “Approssimazioni” per agganciare e dare voce agli studenti e ai loro bisogni e per supportarli. “Ci sembrava importante – asserisce l’assessore comunale Andrea Momberto che i nostri educatori fossero presenti per incontrare ragazzi e ragazze anche in questi momenti di passaggio dai bus alla scuola, occasione utile anche per fornire eventuali spiegazioni o mediazioni, se ne sorgesse la necessità”.

“Dopo queste prime uscite – afferma l’educatrice Michela Bertorello – emerge come l’arrivo dei pendolari a Saluzzo dai Comuni vicini non stia facendo nascere particolari criticità. I giovani, nella stragrande maggioranza dei casi, si dimostrano prudenti e rispettosi delle regole. Ci interessa essere presenti e ascoltare la loro voce, in questi giorni particolari e in queste situazioni più delicate”.