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Villafalletto, il reduce di Russia Domenico “Mini” Gastaldi ha spento 102 candeline foto

E' il cittadino più anziano del paese, un pezzo di storia vivente

Villafalletto. Lo scorso 17 gennaio il reduce di Russia Domenico “Mini” Gastaldi ha festeggiato il suo 102° compleanno.

Sia l’amministrazione comunale che il locale gruppo Alpini hanno voluto celebrare la ricorrenza. A causa del covid non è stato possibile farlo pubblicamente ma in rappresentanza della comunità il sindaco Giuseppe Sarcinelli e il capogruppo degli Alpini Sergio Tible hanno voluto consegnargli una targa per l’importante traguardo raggiunto.

Domenico Gastaldi, per tutti Mini, è un pezzo di storia vivente.

Nel 1938 venne arruolato con la leva classe 1918 presso il distretto di Cuneo col numero di Matricola 1915. Sette mesi dopo, il 31 marzo 1939, è chiamato alle armi presso il 2° Reggimento alpini Brigata Borgo San Dalmazzo a Boves e trattenuto alle armi. Per un anno e mezzo come conducente del mulo sarà preparato contro la probabile invasione della Francia. Nell’inverno del 1939 è in Val Maira sopra Chiappera, durante uno spostamento vengono travolti da una valanga e muoiono diversi suoi amici. Lavora anche in val Stura a S. Anna di Vinadio.

Il 30 settembre 1940 trattenuto alle armi viene inviato a Caraglio nella caserma dell’ex filatoio fino al 5 maggio 1942. Proprio in questa data viene inviato in val Tanaro presso Trappa, Garessio, Col di Nava per costruire difese. Il 14 ottobre 1942 ricoverato in ospedale ad Ormea per 14 giorni, in seguito sarà inviato a casa per la convalescenza. Il 9 novembre 1942 rientra al corpo. Il 31 dicembre 1942 parte per la Russia con il 2° Battaglione di Complemento, 608° compagnia per quella che tutti ricordano come la campagna di Russia. Parte in treno da Borgo Gesso a Merano, prosegue verso Osnova (Ucraina) per infine giungere a Homel’ in Bielorussia presso il comando Divisione Cuneense. Saranno 75 giorni di freddo polare, mal equipaggiati,  mal armati e disorganizzati con i russi spingono sempre più indietro dal Don, dopo il secondo attacco sferrato.

Il 15 marzo 1943 rimpatriato a Vipiteno e ricoverato al campo contumaciale di Dobbiaco, in provincia di Bolzano. Al 31 marzo viene inviato in licenza per 30 giorni. Il 1° maggio 1943 rientra al 2° Battaglione, 608° Compagnia dislocata in Alto Adige presso Merano (provincia di Bolzano) sul fiume Adige. Per provare ad evitare il fronte si inietta benzina nella gamba. L’8 dicembre 1943 viene firmato l’Armistizio di Badoglio; Mini viene catturato dai tedeschi a Merano alcuni giorni dopo. Caricato sul camion verrà portato a Innsbruk in Austria, dove sarà ricoverato in ospedale per 2 giorni a causa della gamba in cancrena. Sempre prigioniero viene caricato sul treno e inviato a Meppen (Germania), arriva il 12 settembre 1943, rimane fermo su un piazzale per una settimana. Viene inviato a lavorare in una fabbrica di munizioni a Osnabruck (Germania), vengono alloggiati in un capannone (ex birreria) con i giacigli pieni di pulci, ogni giorno percorrerà 1500 metri per recarsi al lavoro per 14 ore al giorno.

Fino al 12 settembre 1945, con i tedeschi che ormai scappano, Mini e i suoi compagni rimangono in giro per Osnabruck, infine sarà caricato sul treno e rimpatriato. Il 15 marzo 1945 ritorna a Pescantina (Verona), presso un centro di accoglienza e ristoro per i soldati e i deportati che ritornavano dai campi di concentramento dalla Germania. A Pescantina Mini incontra il maestro Aimetta di Centallo, capo autista camion inviato a caricare i militari di Fossano per ricondurli a casa e si aggrega a loro. Il 17 settembre 1945 Mini arriva a Savigliano col camion. In tasca una licenza straordinaria di 60 giorni, pesava 36 kg, il suo numero prigioniero era 57910. Finalmente il 21 febbraio 1946 Mini viene collocato in congedo illimitato.