“Un virus non cancellerà i 30 martiri dal cuore e dalla memoria dei Peveragnesi” foto

Questa mattina la commemorazione dell'eccidio della Paschetta in cui il 10 gennaio 1944 trenta persone persero la vita, vittime della follia nazista. Il sindaco Paolo Renaudi: "Oggi avremmo voluto avere qui i ragazzi delle scuole, il nostro investimento più importante per il futuro, le famiglie dei caduti, i rappresentanti delle associazioni, delle istituzioni che tutti gli anni abbiamo invitato e che danno dignità a questa manifestazione. Ma quest'anno dobbiamo dare l'esempio, rispettare la norma ed evitare per quanto possibile di continuare a dare spazio a questa terribile pandemia"

Nella mattinata di oggi (domenica 10 gennaio), per la prima volta in forma “privata” e non aperta al pubblico, Peveragno ha commemorato le 30 persone che persero la vita il 10 gennaio 1944 quando la follia nazista irruppe in paese materializzandosi attraverso una rappresaglia tanto dissennata quanto sanguinosa. E’ un lunedì di mercato quel giorno in cui intorno alle 10 del mattino in paese entrano i tedeschi e, come ha scritto la sapiente penna di Giovanni Magnino nel libro “L’eccidio della Paschetta” “è subito tragedia… Sono dotati di una colonna di mezzi blindati e di artiglierie come se dovesse affrontare chissà quali truppe nemiche e non una popolazione sbigottita e inerme”.  Seguono spari, panico, paura, urla, fughe, terrore, ma soprattutto la morte di 30 innocenti persone.

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Alle 10.30 in punto, il sindaco Paolo Renaudi ha omaggiato oggi i caduti di fronte al cippo che ne riporta le identità ed ha preso la parola per rivolgere un messaggio ai peveragnesi. “Da ormai quasi un anno la nostra comunità è colpita da una crisi, da un momento di difficoltà senza eguali – ha detto il primo cittadino peveragnese. – Un momento di difficoltà e crisi che hanno dimensioni mondiali. Durante questo anno abbiamo dovuto imparare a rinunciare a tante cose e il nostro tessuto sociale è stato colpito in tanti modi: a livello sanitario, sociale, negli agfetti, nell’economia e tra le tante spiacevoli conseguenze anche l’impossibilità di ritrovarsi oggi in questa piazza a commemorare con la dovuta forma e la dovuta dignità i caduti della strage dell’eccidio del 10 gennaio 1944″.

“Questo è un momento difficile che ci dà amarezza – ha aggiunto il sindaco. – Oggi avremmo voluto avere qui i ragazzi delle scuole, il nostro investimento più importante per il futuro, come sempre avere le famiglie  dei caduti, i rappresentanti delle associazioni, delle istituzioni che tutti gli anni abbiamo invitato ed hanno dignità a questa manifestazione. Ma quest’anno dobbiamo dare l’esempio, rispettare la norma ed evitare per quanto possibile di continuare a dare spazio a questa terribile pandemia”.

Poi una presa di coscienza: “a fianco dell’amarezza c’è però la serenità della consapevolezza che non basteranno un virus e una situazione difficile per cancellare dal cuore e dalla memoria dei peveragnesi questo terribile momento storico in cui tante persone vennero uccise qui in piazza. I peveragnesi non dimenticheranno mai i nomi e le storie delle persone che in questa tragedia hanno perso la vita. A fianco di questa serenità c’è anche il nostro impegno come amministrazione comunale a continuare a lavorare, non solo perchè si ricordino i nostri caduti, ma anche per impedire che in futuro si riverifichino di nuovo le condizioni perchè possa di nuovo tornare un epoca buia, violenta e piena di dolore come è stata la seconda guerra mondiale, con l’apice della forza del nazifascismo”. Infine, una promessa per il futuro: “lavoreremo tutti i giorni per questo nella vita quotidiana e promettiamo ai peveragnesi che quando sarà possibile torneremo in piazza 30 Martiri per commemorare, celebrare e ricordare i nostri caduti perchè è ciò che si meritano”.

Anche quest’anno dunque, per l’insegnamento che ancora oggi ne trae, il paese ha avuto la conferma che il sacrificio di Lorenzo Ambrosino, Matteo Campana, Antonio Cavallo, Marco Dalmasso, Michele Dho, Battista Ellena, Giovanni Garro, Orlando Garro, Battista Garro, Michele Ghisolfi, Bartolomeo Giorgis, Giovanni Giorgis, Giuseppe Giorgis, Giovanni Grosso, Giovanni Grosso di Regione Agnella, Giovanni Grosso di Tetti Gallina, Giuseppe Grosso, Donato Macagno, Giacomo Macagno, Giovanni Macagno, Paolo Marro, Giuseppe Musso, Michele Peano, Rosario Pontieri, Francesco Re, Domenico Righi, Secondo Rossi, Giuseppe Tassone, Mario Tassone e Costanzo Toselli non è stato vano.