Sci, impianti chiusi anche dopo il 18 gennaio? Si va verso un nuovo rinvio

Artesina, stazione appartenente al comprensorio del Mondolé Ski, dichiara: "Chiediamo al Governo di decidere e soprattutto di comunicare insieme alle rappresentanze delle attività di montagna, non ascoltando soltanto le paure più ingiustificate. Le code che vediamo ai supermercati sono maggiori di quelle che potremmo vedere alla partenza impianti"

Altro rinvio all’orizzonte per la stagione sciistica? Il rischio c’è, tanto che da Roma parlano di un nuovo slittamento pronto a essere sottoscritto dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Non solo: la chiusura delle strutture montane di risalita anche dopo il 18 gennaio dovrebbe essere contenuta anche nel nuovo DPCM, che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, illustrerà nei prossimi giorni.

La stazione sciistica di Artesina, appartenente al comprensorio del Mondolé Ski, ha affidato ai social network il proprio sfogo: Fra sette giorni dovrebbero aprire gli impianti di risalita sulle nostre montagne, ma ancora nulla è stato confermato. Anzi, a detta delle indiscrezioni di palazzo, Speranza è pronto a firmare l’ennesimo rinvio. Ministro, si rende conto che migliaia di lavoratori stanno aspettando di sapere se potranno o non potranno lavorare? Ministro, lo sa che per avviare un impianto ci vogliono giorni e giorni di preparazione e che chiaramente ad oggi le stazioni sciistiche sono già partite con la preparazione, visto che pochi giorni fa lei stesso ha firmato un decreto ministeriale in cui sanciva la data del 18 gennaio quale data per ripartire? È così difficile chiedere di prendere una decisione che rimanga tale? Lei e il ministro Boccia avete paura di prendere qualsiasi decisione in un tempo ragionevole e non vi rendete conto che state ipotecando il futuro di intere comunità”.

“Vi chiediamo – prosegue il post – di decidere e soprattutto di comunicare insieme alle rappresentanze delle attività di montagna, non ascoltando soltanto le paure più ingiustificate. Vi ricordiamo che le code che vediamo ai supermercati sono maggiori di quelle che potremmo vedere alla partenza impianti, se soltanto voi conosceste la montagna”.