“Nel 2021, per evitare il default imposto dalla UE, il dialogo con le banche sarà decisivo” Gli auspici della Confedes

La Confedes condivide le questioni della sensibilizzazione economica e le proposte del Banchiere scrittore Beppe Ghisolfi

Il 2020, anno horribilis, è da poco più di un giorno alle nostre spalle, ma le speranze e le prospettive di ripartenza dipenderanno moltissimo dal dialogo costruttivo fra impresa, in particolare piccola e media, e settore bancario.
La direttiva europea che innova la definizione di default, introducendo regole più stringenti in tema di sconfinamento dei saldi di conto corrente, 100 euro per i correntisti personali e 500 per i correntisti aziendali (1% in proporzione rispetto al passivo), non comporta in automatico la collocazione fra i debitori in sofferenza, ma implica il dialogo e il confronto caso per caso fra istituto di credito e imprenditore.
Come precisa Ivano Tonoli, Presidente della confederazione datoriale e sindacale Confedes, associazione di categoria delle PMI di ispirazione Cattolica, la politica è stata totalmente assente sul tema del regolamento europeo in oggetto, i cui contenuti erano noti oramai da alcuni anni, assenza sia sul piano nazionale Italiano che su quello europeo, ma adesso il ruolo delle associazioni di categoria diventa centrale nella concertazione con gli istituti di credito che, assieme agli enti preposti al rilascio delle garanzie sulle imprese richiedenti gli affidamenti, si sono confermati i soli soggetti della politica economica nazionale.