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Italia a rischio lockdown? Crisanti e Galli: “Se la variante Covid brasiliana si diffonde, sì”

Preoccupa (non poco) la mutazione sudamericana del Coronavirus: "Se si conferma una minore protezione da parte del vaccino contro di essa, non resta che bloccare tutto"

L’Italia potrebbe andare incontro a un nuovo lockdown: è questa l’opinione degli esperti Massimo Galli (primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano) e Andrea Crisanti (direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova), i quali hanno motivato in televisione e sui giornali le ragioni di questa necessità che potrebbe improvvisamente rafforzarsi nelle prossime settimane.

Il primo ha spiegato a #Cartabianca, trasmissione in onda su Rai 3 e condotta da Bianca Berlinguer, che la variante Covid brasiliana potrebbe essere meno sensibile agli anticorpi neutralizzanti evocati dal vaccino. Forse potrebbe anche reinfettare più facilmente persone che sono già state infettate”. Per contrastarla, sicuramente “non basta bloccare i voli dal Brasile. Lockdown duro? Potrebbe essere la soluzione, ma si rivelerebbe inutile se non venisse organizzato con molti più test e vaccinazioni di massa”.

Analoga posizione, fors’anche più rigida, da parte di Crisanti: “Se si conferma una minore protezione da parte del vaccino, rimane solo un’opzione, ovvero bloccare tutto”. L’ha dichiarato ai microfoni de “Il Giorno”, aggiungendo che “non siamo difesi dalle varianti di Sars-CoV-2. Sembra da alcuni primi studi che quella brasiliana risponda meno al vaccino; pertanto, se si incominciano a vedere casi dispersi in tutta Italia e qualche cluster, bisogna agire con prontezza. Soprattutto se si conferma una minore protezione da parte del vaccino, rimane solamente un’opzione: bloccare tutto. Cosa significa? Significa lockdown duro, non con le zone rosse. Non possiamo permetterci di mandare all’aria il vaccino. Non scherziamo”.