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Il ministro cuneese Fabiana Dadone: “Caro 2021, ti scrivo…”

Riflessioni sul 2020 appena concluso e aspettative per il nuovo anno

Fabiana Dadone, il ministro della Pubblica Amministrazione, come tutti ha fatto il bilancio del 2020 appena concluso e affidato in una missiva la sua fiducia nel 2021 iniziato da poche ore. Scrive:

Caro 2021,
ti scrivo perché ripongo molta fiducia in te e non posso certo dire che il 2020 sia stato un anno che ricorderò con piacere, nonostante mi abbia regalato cose bellissime come la nascita del mio piccolo Leone… e un posto nella top 10 di MetalItalia.
Spero che tu accolga a braccia aperte l’Italia che sta rinascendo dalle ceneri dell’anno del Covid e con essa la nuova Pubblica amministrazione, sì l’antipatica PA che tanti denigrano, tutti sottovalutano e molti cavalcano per garantirsi spazi di notorietà, nel bene o nel male.

Molti ritengono che senza il disastro del 2020 non ci sarebbe stato l’impulso alla digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana e il nuovo modo di concepire l’organizzazione del lavoro pubblico. Eppure io credo che ciò sia stato possibile soprattutto perché questo Governo sta dimostrando di saper cogliere le opportunità che pure ci sono in un frangente così drammatico e complesso. Sì, credo sia merito di questa squadra, perché sta dimostrando coraggio nello stravolgere la mentalità e l’organizzazione dello Stato sapendo andare al di là delle pastette e dei meri calcoli politici, senza guardarsi indietro, con lo sguardo dritto verso il futuro. Anche se il futuro a volte spaventa, anche se troppo spesso tutti dicono di volere la strada nuova, ma finiscono per preferire quella vecchia.

Non mi piace l’etichetta di “nuovista”, ma le strade vecchie non mi entusiasmano e d’altronde se non fosse così non avrei mai pensato di poter fare la differenza grazie all’impegno nel MoVimento 5 Stelle, quando tutti ci guardavano come fossimo alieni, quando ci additavano come un popolino di disperati sognatori senza capo né coda.
Io la strada nuova l’ho intrapresa e ho voluto che la Pubblica amministrazione, per la quale sono stata chiamata ad assumere il gravoso incarico di Ministro, la intraprendesse con me, puntando alla totale rivoluzione concettuale della burocrazia tramite la reingegnerizzazione dei processi; sfidando la rigidità della macchina per offrire servizi di qualità e con tempi veloci; puntando ad avere dipendenti pubblici adeguati; formandoli costantemente e valorizzandone il merito; promuovendo chi lavora bene e senza offrire alcun alibi a chi non lo fa.

In pieno stile M5S, non ho voluto abbracciare alcuna ideologia: né il fannullonismo né il sindacalismo né il favoloso mondo di Amélie né l’Apocalisse di Giovanni, ma sempre e solo realismo, concretezza e prospettiva. Ed è nello stesso modo che il 5Stelle al governo ha saputo imporre nell’agenda della PA temi ignorati da tutti come la sostenibilità, il rispetto per l’ambiente e per il tempo. Lo ha fatto al governo. Non ho memoria di casi simili, ma capisco perché questo ci renda antipatici.

E così, persino nel 2020 e persino l’antipatica Pubblica amministrazione ha saputo gettare i semi che la renderanno protagonista, con un ruolo sempre più centrale nella ripresa e nel rilancio dell’Italia e, anche se per i più è stato più facile sottolineare i molti problemi strutturali che pure ci sono, è innegabile la spinta che abbiamo dato alla rinascita del Paese.

Stiamo dando il massimo per garantire ai nostri cittadini e alle nostre imprese le soluzioni, le risposte, le rassicurazioni di cui avevano, hanno e avranno ancora bisogno e tu, caro 2021, sarai importantissimo per tutti noi.
Inizieranno ad arrivare i miliardi del Recovery e ciò che è sulla carta prenderà forma in maniera concreta e strutturale.
L’Italia ne ha davvero bisogno: ogni singolo cittadino, ogni famiglia, ogni impresa, ogni professionista.

Non ci interessa passare alla Storia o tradurre in risultato elettorale tutto ciò. Non ci interessa la gloria né la gestione economica fine a se stessa che pure sta dettando l’agenda politica di taluni soggetti.
Ci interessa, invece, lasciare un Paese migliore di come lo abbiamo trovato. Una nuova Italia più adatta alle nuove generazioni e alle loro aspettative. Una Italia e una Europa più green, più digitali, più inclusive, più aperte al mondo che le circonda, ma anche una Italia capace di valorizzare le proprie splendide peculiarità, più innovativa nel modo di pensare e agire, una Italia che sappia percorrere la strada nuova a testa alta con lo sguardo dritto al futuro.

Credo che le cose buone accadute nel 2020 siano state fatte dalle persone, dagli italiani che hanno saputo reagire, che hanno dimostrato ancora una volta il grande valore del nostro Paese, la caparbietà di chi ha dovuto sempre lottare. Per questo nutro molta speranza nelle persone stesse, non avrei mai iniziato il mio impegno nel MoVimento 5 Stelle altrimenti. Ma ho anche molta fiducia in te, caro 2021, perché credo tu possa diventare il simbolo della risalita, del cambio di marcia, credo che tu debba essere il primo passo di quella strada nuova.”