Francesco Maioriello, comandante Primo Reggimento Artiglieria Terrestre da Montagna di Fossano, a capo del Regional Command West della missione NATO in Kosovo

16 gennaio 2021 | 10:03
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Francesco Maioriello, comandante Primo Reggimento Artiglieria Terrestre da Montagna di Fossano, a capo del Regional Command West della missione NATO in Kosovo
Immagine di repertorio (foto: Pixabay)
Francesco Maioriello, comandante Primo Reggimento Artiglieria Terrestre da Montagna di Fossano, a capo del Regional Command West della missione NATO in Kosovo
Francesco Maioriello, comandante Primo Reggimento Artiglieria Terrestre da Montagna di Fossano, a capo del Regional Command West della missione NATO in Kosovo

Prestigioso incarico per il militare, al lavoro insieme alle altre forze armate provenienti da tutta Europa, per garantire le condizioni di sicurezza e di stabilità necessarie per favorire la prosecuzione del dialogo tra la Serbia e il Kosovo promosso dall’Unione Europea

Nella base militare di Camp Villaggio “Italia” nella città di Belo Polje (Peć) in Kosovo, il colonnello Francesco Maioriello, comandante in Italia del Primo Reggimento Artiglieria Terrestre da Montagna di Fossano, ha assunto il prestigioso incarico di comandante del Regional Command West, unità multinazionale al cui interno operano contingenti di militari provenienti da Italia, Austria, Macedonia del Nord, Moldavia, Polonia, Slovenia, Svizzera e Turchia.

“Uomini e donne dell’Esercito Italiano – raccontano dal Kosovo –, appartenenti al Primo Reggimento Artiglieria Terrestre da Montagna di Fossano, per i prossimi mesi garantiranno le condizioni di sicurezza e di stabilità necessarie per favorire la prosecuzione del dialogo tra la Serbia e il Kosovo promosso dall’Unione Europea in aderenza a quanto sancito dalla Risoluzione 1244 delle Nazioni Unite del 1999″.

I militari del Regional Command West, oltre alle predette attività operative, “proseguiranno attraverso i progetti di Cooperazione Civile Militare a sostenere e coinvolgere la popolazione kosovara di ogni etnia o religione per migliorare la qualità di vita e contribuire allo sviluppo di un solido futuro degli abitanti del Kosovo”.