Forte pericolo valanghe sulle montagne cuneesi: Arpa Piemonte preannuncia 48 ore critiche

Scatta l'allarme sui rilievi della Granda: "Possibili valanghe di grandi dimensioni e localmente anche molto grandi che potranno raggiungere le zone antropizzate di fondovalle"

Rischio 4, traducibile con la parola “forte”, sulle montagne del Cuneese per quanto concerne le valanghe: è quanto riferisce il bollettino emesso da Arpa Piemonte, valido per 48 ore e, dunque, per oggi, domenica 3, e domani, lunedì 4 gennaio 2021.

Gli importanti accumuli nevosi determinano una diffusa instabilità con possibili valanghe di grandi dimensioni e localmente anche molto grandi che potranno raggiungere le zone antropizzate di fondovalle – si legge nell’avviso per la giornata odierna –. Sui settori occidentali gli spessori di neve al suolo sono minori e di conseguenza le valanghe potranno avere dimensioni minori e distanze di scorrimento più contenute. Il distacco provocato è possibile già con debole sovraccarico sulla maggior parte dei pendii ripidi a tutte le esposizioni alle quote oltre il limite del bosco. L’attività in ambiente innevato sarà condizionata oltre che dall’instabilità spontanea del manto nevoso anche dalla possibilità di innescare con debole sovraccarico valanghe a lastroni per distacco di nuovi accumuli, di maggior spessore nelle zone più coinvolte dalla precipitazione”.

Il pericolo si paleserà anche domani, quando “nuove deboli nevicate manterranno condizioni di instabilità sui settori sud-occidentali. Dopo una breve pausa nel pomeriggio di domenica, riprendono deboli nevicate fino a bassa quota sui settori sud-occidentali che mantengono il grado di pericolo 4-Forte sul sud Piemonte. Nei restanti settori si assiste ad una graduale diminuzione del pericolo valanghe, pur mantenendosi su livelli significativi. Sono attese ancora valanghe spontanee di medie e grandi  dimensioni, che potrebbero ancora localmente interessare zone di fondovalle, soprattutto sui settori del Cuneese. La possibilità di provocare il distacco di valanghe al passaggio dello sciatore rimane significativa in tutti i settori, sui pendii ripidi a tutte le esposizioni alle quote oltre il limite del bosco. L’attività in ambiente innevato rimane condizionata oltre che dall’instabilità spontanea del manto nevoso anche dalla possibilità di innescare con debole sovraccarico valanghe a lastroni per distacco di nuovi accumuli, di maggior spessore nelle zone nuovamente coinvolte dalle precipitazioni”.