Quantcast

Fiaccolata sugli sci in slalom fra pali… umani: così Prato Nevoso ricorda a tutti che la montagna non deve morire foto

Iniziativa fortemente emblematica: l'amministratore delegato della stazione sciistica, Gian Luca Oliva, ha effettuato la discesa sugli sci con in mano due torce color verde speranza, passando fra commercianti, maestri, addetti ai lavori, bigliettai, rimasti immobili sulla pista deserta

La fiaccolata di fine dicembre a Prato Nevoso è una tradizione che non può mancare neppure nell’anno del Coronavirus, ma, questa volta, le luci non erano tricolori, bensì monocromatiche.

Erano due in particolare, di colore verde come la speranza, tenute in mano da Gian Luca Oliva, amministratore delegato della stazione sciistica, il quale ha slalomeggiato sugli sci fra pali veramente “speciali”: persone distanziate di 10 metri l’una dall’altra e con indosso la mascherina, ma non persone qualsiasi.

Era la gente di Prato Nevoso, uomini e donne che vivono di montagna: commercianti, maestri, addetti ai lavori, bigliettai. Rappresentano un mondo che non vuole morire e, soprattutto, che non vuole essere lasciato solo.

Un’iniziativa fortemente emblematica, che vuole essere un messaggio di speranza, quello della fiaccola verde che scende nel silenzio della pista. La montagna è viva, siamo noi, centinaia di persone che aspettano solo di poter tornare ad accogliere e fare quello che sanno fare da sempre. Ospitare, dare il meglio di se stessi”, hanno dichiarato i “pali umani”. Ecco cosa si intende quando si dice “slalom speciale”.