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Deposito nazionale rifiuti radioattivi in Piemonte? Il Consiglio regionale si attiva per evitarlo

Spunta il retroscena: il Comune di Trino Vercellese, già sede della centrale nucleare ormai dismessa, si era detto disponibile a ospitare la struttura, ma Sogin, società statale per lo stoccaggio e la gestione dei rifiuti nucleari in Italia, ha declinato l'offerta per l'inadeguatezza del sito stesso

Il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (anche derivanti da apparecchiature sanitarie) sarà costruito in Piemonte? La possibilità, ad oggi, esiste.

Come vi raccontavamo alla vigilia dell’Epifania, 8 delle 67 aree italiane idonee a ospitare tale struttura si trovano proprio sul nostro territorio; in particolare, due sono in provincia di Torino (Caluso-Mazzè-Rondissone, 515 ettari; Carmagnola, 165 ettari), mentre 6 si trovano in provincia di Alessandria (Oviglio, 184 ettari; Castelletto Monferrato-Alessandria-Quargnento, 828 ettari; Fubine-Quargnento, 235 ettari; Bosco Marengo-Frugarolo, 211 ettari; Castelnuovo Bormida-Sezzadio, 469 ettari; Bosco Marengo-Novi, 387 ettari).

A effettuare la mappatura delle aree è stata la Sogin, società statale per lo stoccaggio e la gestione dei rifiuti nucleari in Italia, ma i territori interessati hanno immediatamente espresso la loro contrarietà a questo tipo di insediamento.

Per questo motivo, la presidenza del Consiglio regionale ha richiesto e ottenuto l’avvio di un confronto che tenga conto delle preoccupazioni dei territori interessati; il primo incontro si è svolto nella mattinata di giovedì 21 gennaio 2021 a Palazzo Lascaris (Torino) e ha permesso il dialogo fra il presidente del Consiglio, Stefano Allasia, e l’amministratore delegato di Sogin, Emanuele Fontani.

“È necessario avviare un dialogo e un confronto aperto con i territori interessati e con Sogin per arrivare a risolvere un problema per il quale l’Italia ha una procedura di infrazione aperta da dieci anni con l’Unione Europea – ha asserito il presidente Allasia a margine del rendez-vous –. Sogin ha individuato i siti idonei in base alle caratteristiche di sicurezza e al basso livello di sismicità dei luoghi, tutti i territori interessati hanno però espresso un reciso rifiuto. D’altra parte, invece, il Comune di Trino Vercellese, già sede della centrale nucleare ormai dismessa, si è detto disponibile a ospitare il deposito delle scorie. Sogin ha però declinato l’offerta per inadeguatezza del sito stesso che, insieme a Saluggia, deve in ogni caso essere messo in sicurezza”.

Come raccontano da Palazzo Lascaris, nel corso dell’appuntamento si è parlato anche delle compensazioni che andrebbero ai Comuni che ospitano il deposito di scorie radioattive: Le ricadute economiche, anche in termini di occupazione, sono certamente importanti, ma adesso il primo interesse è verso la sicurezza dei cittadini e dei territori – ha aggiunto Allasia –. Altre regioni si sono fatte avanti per ospitare il deposito nazionale delle scorie nucleari, dobbiamo capire bene con quali criteri Sogin ha scelto alcuni territori del Piemonte”.

Si riparlerà dell’argomento martedì 26 gennaio 2021, nel corso di una seduta aperta del Consiglio regionale.