Chiusa Pesio, il sindaco Baudino: “mesi di sofferenza e paura, ma con grandi spiragli di luce”

"La comunità chiusana ha pochi eguali per forza e determinazione e sono orgoglioso che la pressoché totalità della popolazione abbia saputo gestire egregiamente tutte le situazioni di emergenza, a partire dall’osservanza delle regole che ci sono state date. Io e la mia Giunta continueremo a non interpretare l’emergenza come una parentesi: oltre a essere vicini alle persone, con particolare riguardo alle fasce più deboli, e a cercare di dare risposte concrete alle attività, in particolare a quelle turistico-ricettive le più colpite dalla pandemia, continueremo a lavorare verso un ritorno alla normalità che presto o tardi arriverà e che spero possa essere sempre più vicino"

Chiusa di Pesio. A soli 32 anni, Claudio Baudino è uno dei sindaci più giovani della provincia di Cuneo. Da 20 mesi, insieme alla sua Giunta, è alla guida della comunità chiusana che conduce con autorevolezza e pragmatismo, anche in questo particolarmente difficile momento storico. Lo abbiamo incontrato per tracciare con lui un bilancio dell’anno che si è appena concluso e per capire quali sono le aspettative che ha per lui e per i suoi concittadini da un 2021 che, da poche ore e in punta di piedi, è entrato nelle nostre vite.

Sindaco, si è appena chiuso un 2020 che sicuramente non sarà troppo rimpianto. Sarebbe sin troppo banale chiederle come è stato l’anno (il suo secondo da sindaco) che si è appena concluso, dunque preferiamo domandarle che cosa ci ha insegnato questo 2020 e cosa possiamo salvare di questo anno così difficile.
L’anno appena trascorso ha messo a dura prova il nostro mondo: ogni certezza ha vacillato. Abbiamo dovuto fare i conti con un nemico generalizzato e invisibile, con la sofferenza, con la solitudine e con la paura per noi stessi e per i nostri cari. Ma in questi mesi ho osservato anche grandi spiragli di luce. La pandemia ci ha messo faccia a faccia con le nostre fragilità, ci ha spinti a un viaggio interiore, a riflettere sugli aspetti davvero prioritari.

Di tutto questo, cosa resta? Che cosa porterà con sè?
Porterò sempre dentro di me l’umanità, la solidarietà, l’unione d’intenti al di là dei campanilismi, la capacità di reinventarsi e perseguire obiettivi reali e importanti dimostrata dalle cittadine e dai cittadini. Esserci e sentirci tutti parte di una grande comunità, così com’è accaduto soprattutto in primavera, è qualcosa di potente e profondo che travalica la distanza fisica e che dobbiamo conservare.

Un anno in cui la figura del sindaco ha assunto una valenza nuova che vi ha resi ancor più di prima autentici punti di riferimento per una popolazione spesso impaurita dai cosiddetti “numeri della pandemia” che tanto hanno spaventato e che continuano tuttavia ad essere “sanguinosi”. Come è cambiato in questi mesi il vostro ruolo e quanto è stato difficile adeguarsi ad una situazione che mutava di ora in ora?
L’emergenza sanitaria ha evidenziato quanto la figura del Sindaco sia presidio dello Stato sul territorio e di quanto questo ruolo richieda impegno. Dietro a ogni azione visibile vi è una mole di lavoro fatta di riunioni, telefonate, e-mail, appuntamenti, carte che sfugge ai concittadini, ma che richiede una dedizione totale. Tuttavia, come ho già avuto modo di dire, per fortuna non mi sono mai sentito un uomo solo al comando: ho sempre potuto contare su una squadra di amministratori altrettanto dediti e sull’operatività di tutti gli impiegati comunali, a partire dal segretario, il dottor Presta.

In tutto questo Chiusa Pesio è, statistiche alla mano, uno dei comuni in cui il tasso di contagio si è sino ad ora rivelato tra i più bassi della nostra provincia. Quali i motivi di questo importante risultato? Se esiste un segreto, ce lo può svelare?
Nessun segreto: la comunità chiusana ha pochi eguali per forza e determinazione e sono orgoglioso che la pressoché totalità della popolazione abbia saputo gestire egregiamente tutte le situazioni di emergenza, a partire dall’osservanza delle regole che ci sono state date.

Ci può fare qualche esempio a riguardo?
Un esempio tangibile è la professionalità messa in campo dagli operatori delle strutture sanitarie presenti sul territorio che fin da subito hanno colto quanto stesse per accadere e si sono chiuse. Il lavoro svolto dalle donne e dagli uomini all’interno della Fondazione Residenza La Meridiana, la Casa di Riposo Musso Gastaldi e il Centro Mauro è davvero encomiabile.

Tuttavia avete dovuto affrontare la chiusura momentanea di un plesso scolastico in seguito ad un contagio.
Lo scorso autunno siamo stati uno dei primi Comuni in cui è stato necessario chiudere una scuola primaria. Un avvenimento che credo abbia contribuito a responsabilizzarci ulteriormente. Un grande grazie va anche alla dirigente, agli operatori scolastici, alle bambine e ai bambini per lo scrupoloso rispetto delle disposizioni, augurando a tutti loro un ritorno in classe a breve.

Tra le cose positive di questo 2020, l’approvazione negli ultimi giorni dell’anno da parte della Provincia dei progetto definitivo dei lavori di difesa idraulica lungo il torrente Pesio. Quali i vantaggi per Chiusa Pesio e per i Chiusani da questo importante progetto del valore di 1,3 milioni di euro?
È un progetto particolarmente importante per Chiusa di Pesio, che aspettiamo da anni. Ora, auspichiamo che possa partire quanto prima parta l’iter dei lavori di difesa spondale. Appena saranno ultimati, ci occuperemo di progettare piazza Aldo Viglione, che vogliamo diventi il miglior biglietto da visita possibile, così come si merita il nostro paese.

Un 2020 che si è chiuso però con ancora aperta l’ormai annosa questione dell’ufficio postale del paese il cui orario, ridotto durante il lockdown di primavera, non è più tornato alla sua ordinarietà, nonostante i suoi reiterati solleciti. Quale la situazione attuale? Ci sono spiragli per un ritorno alla normalità nei primi mesi del 2021?Con lo scattare del primo lockdown, Poste Italiane aveva deciso unilateralmente di ridurre gli orari e i giorni di apertura dell’unico ufficio presente in paese, peraltro sprovvisto di sportello ATM Postamat. Sebbene vi sia poi stato un lento ritorno alla normalità, l’ente non ha ancora spiegato quando intenderà ripristinare un servizio fondamentale per il nostro territorio, soprattutto per la popolazione più anziana. In questi mesi ci siamo rapportati sia con Cuneo sia con la sede centrale di Roma, anche attraverso l’intervento del Prefetto e di Uncem, che ringrazio. Se nei primi mesi abbiamo sempre ricevuto riscontri positivi (“Siete in priorità”, ci dicevano) ora ci viene risposto che con la nuova ondata di contagi e con le nuove restrizioni da parte del Governo, non è possibile dare seguito alla richiesta di ampliamento dell’offerta, ma che possiamo contare sui canali on line e le App. Strumenti sicuramente utili, ma poco in linea con l’utente medio di un paese di montagna con 3700 abitanti che, nel corso di questi anni, ha visto ridurre gli sportelli presenti sul territorio a uno, oggi aperto a giorni alterni. Mi auguro che possa concretizzarsi quanto prima un segno visibile di vicinanza alle istanze locali perché i nostri concittadini continuano ad attendere il proprio turno fuori, creando lunghe file a bordo strada senza nemmeno avere la possibilità di sedersi o ripararsi dalle intemperie. Una cosa è certa: continueremo a farci portavoce del disservizio.

Nell’augurare a lei e a tutti i chiusani un 2021 felice e ricco di soddisfazioni, infine, le chiediamo che cosa si aspetta dall’anno appena iniziato per lei, per Chiusa Pesio e per il mondo intero.
Ci vorrà ancora tempo, ma voglio immaginare con tutte le mie forze un nuovo anno di rinascita. Auguro a tutti noi di coltivare la forza e la tempra per guardare avanti. Da parte mia e della Giunta posso assicurare che continueremo a non interpretare l’emergenza come una parentesi: oltre a essere vicini alle persone, con particolare riguardo alle fasce più deboli, e a cercare di dare risposte concrete alle attività, in particolare a quelle turistico-ricettive le più colpite dalla pandemia, continuiamo a lavorare verso un ritorno alla normalità che presto o tardi arriverà e che spero possa essere sempre più vicino.

 

 

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