Caos sul “Sacra Famiglia” di Mondovì: il bilancio era già in perdita nel 2018 e nel 2019!

I consiglieri comunali di minoranza Laura Barello, Luciano D'Agostino, Giampiero Caramello e Guido Tealdi evidenziano come i problemi finanziari della struttura siano iniziati molto prima della pandemia e richiamano l'attenzione del sindaco: "Ora deve intervenire"

Un focus sullo status economico della casa di riposo “Sacra Famiglia” di Mondovì è stato fornito in queste ore dai consiglieri comunali di minoranza Laura Barello, Luciano D’Agostino, Giampiero Caramello e Guido Tealdi.

Esercizio fine a se stesso, dato che si conosceva già da tempo l’ammanco di un milione di euro legato soprattutto all’emergenza pandemica? Non proprio. Sì, perché i consiglieri evidenziano come la crisi della struttura che oggi rischia il dissesto finanziario sia iniziata molto prima dell’avvento del Coronavirus.

“Abbiamo voluto vederci chiaro e abbiamo chiesto i documenti di bilancio della casa di riposo – esordiscono gli esponenti dell’opposizione –. Si riscontra che, in concomitanza con l’arrivo del nuovo CDA nominato dall’amministrazione comunale, la situazione di salute finanziaria dell’ente si è aggravata rapidamente. I disequilibri di parte corrente registrati dalla struttura nei primi due anni della nuova gestione parlano da soli: -67.569,05 euro per il 2018, -87.538,57 euro per il 2019.

Uno spaccato tutt’altro che roseo, a tal punto che il revisore dei conti, in entrambe le relazioni annuali, scriveva: “Il revisore richiama pertanto l’attenzione degli amministratori dell’ente ad un costante monitoraggio delle entrate e delle spese di parte corrente, onde evitare il perpetuarsi di una situazione di disequilibrio che potrebbe diventare una costante nel tempo e determinare il verificarsi di una situazione di dissesto”.

Soltanto le entrate straordinarie realizzate con la vendita di un terreno e di un’eredità, atti compiuti nel 2017 e incassati nel 2018, hanno consentito di realizzare un risultato di bilancio positivo – proseguono i consiglieri –. Quindi i conti erano già stati compromessi, rendendo vulnerabile l’ente: gli effetti della pandemia hanno solo peggiorato rapidamente la situazione. Ci rivolgiamo, quindi, nuovamente al sindaco, perché riteniamo abbia il dovere urgente di intervenire”.

Come? “Innanzitutto evitando che l’annunciato sostegno economico a favore del Sacra Famiglia rimanga tale. Altre istituzioni hanno già fatto la loro parte: la Regione Piemonte è intervenuta stanziando importanti somme a favore delle RSA piemontesi. Ora non ci sono più alibi, il Comune deve mettere una mano sulla coscienza e l’altra sul portafoglio. E poi, il primo cittadino deve farsi carico dei problemi gestionali e prendere atto che la scelta fatta di trasformare l’ente in azienda pubblica di servizi va rivista: oggi la casa di riposo ha certamente i requisiti per diventare fondazione di diritto privato, riducendo così in modo sensibile le spese di funzionamento e sperando in futuro di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario. Come sempre, a dimostrazione che non vi è alcun intento di strumentalizzare la situazione, avanziamo proposte e diamo spunti, con l’intento di aiutare a trovare soluzione ai problemi”.