Vaccino Covid, dopo il personale sanitario a chi toccherà? A stabilirlo sarà la matematica

Giorgio Palù, virologo e neopresidente dell'Aifa, ha spiegato che è stato messo a punto un sistema che mira a calcolare, in base ai dati pandemici, lo schema più appropriato da applicare alle categorie da vaccinare

Ieri, domenica 27 dicembre 2020, anche in provincia di Cuneo si è celebrato il V-Day, giorno in cui sono state somministrate le prime dosi di vaccino contro il Covid-19 (910 in Piemonte, 150 nella Granda).

La campagna di vaccinazione ha preso il via dalle categorie più esposte al contagio, come medici, infermieri e personale sanitario e proseguirà a gennaio secondo un elenco che individuerà via via i soggetti più a rischio. Con quale criterio?

La risposta passa dalla… matematica. A spiegarlo è Giogio Palù, virologo e neopresidente dell’Aifa, che ha reso noto in queste ore come sia stato messo a punto un sistema che mira a calcolare, in base ai dati pandemici, lo schema più appropriato da applicare alle categorie da vaccinare.

La ricerca è stata pubblicata da egli stesso insieme ad altri autori su “Vaccines” e si pone come obiettivo l’individuazione di un metodo efficace per stabilire quanti e quali soggetti, giovani e anziani, debbano essere vaccinati prima degli altri, prendendo in esame alcune variabili (età, genere, luogo di cura del paziente e comorbidità).

Di fatto, i calcoli aiuteranno a comprendere chi ha più possibilità di sopravvivere al Coronavirus e chi invece può veicolarlo più facilmente rispetto ad altri. Secondo Palù, il percorso è ancora lungo, ma, se si rivelerà efficace, potrà restituirci la nostra vita di sempre entro il 2021.