Vaccini, consegnate 5850 dosi agli ospedali di Cuneo, Mondovì, Savigliano, Verduno e le Rsa

"Dopo la giornata simbolica di domenica, l'arrivo delle prime 40.000 dosi segna un punto di svolta - dichiara l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Icardi

Sono arrivate nella mattinata di oggi, mercoledì 30 dicembre, le 40.000 dosi del vaccino anti Covid destinate al Piemonte per la Fase 1 della campagna di vaccinazione, che coinvolge 195.000 persone tra personale delle aziende sanitarie e ospiti e operatori delle Rsa.

In Granda consegnate 6 scatole e 5850 dosi per gli ospedali di Cuneo, Mondovì, Savigliano, Verduno e le Rsa.

“Dopo la giornata simbolica di domenica, l’arrivo delle prime 40.000 dosi segna un punto di svolta – dichiara l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Icardi – ed è fondamentale la più ampia adesione da parte del personale delle aziende sanitarie, degli operatori e degli ospiti delle Rsa per ottenere il massimo risultato nella battaglia contro il Covid che da mesi ci vede fortemente impegnati”

Come afferma il commissario generale dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte Vincenzo Coccolo “il primo vero piano di consegna massiccia dei vaccini ha funzionato perfettamente e grazie all’impegno di tutti i soggetti coinvolti le dosi sono state consegnate nei tempi previsti. Ora entriamo nel vivo della prima fase di vaccinazione, con la consapevolezza di poter contare su un sistema territoriale forte e preparato”.

Il commissario dell’Area giuridico-amministrativa Antonio Rinaudo sottolinea “il massiccio afflusso di personale sanitario della Città della Salute di Torino, circa 480 persone, che si sono ordinatamente messe in fila per sottoporsi all’inoculazione della prima dose”.

Riguardo al consenso degli ospiti delle Rsa, Rinaudo chiarisce che “stiamo lavorando con il Ministero della Salute per risolvere a livello nazionale il problema del consenso informato per chi non ha un rappresentante legale ma è in una situazione di cosiddetta incapacità naturale. Il tema è complesso, ma estremamente importante e delicato se pensiamo che solo in Piemonte coinvolge 10.000 persone che se questa criticità non verrà risolta non potranno essere vaccinate”.