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Scuola, con la DAD -23% di alunni con disabilità a lezione: ecco perché

Con l'introduzione della didattica online, circa 70mila studenti non hanno potuto frequentare regolarmente le lezioni

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Il report stilato dall’Istat restituisce alla scuola italiana un quadro a dir poco preoccupante: con l’avvento della DAD (didattica a distanza), è precipitata la percentuale della partecipazione alle lezioni degli alunni con disabilità, traducibile in un -23% di presenze.

In particolare, una scuola su quattro denuncia carenza di postazioni informatiche destinate agli studenti disabili.

Nel documento, pubblicato dall’ANSA, si scrive che “le politiche di inclusione attuate negli anni hanno favorito un progressivo aumento della partecipazione: nell’anno scolastico 2019/2020 gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane sono quasi 300mila (pari al 3,5% degli iscritti), oltre 13mila in più rispetto all’anno precedente, con un incremento percentuale, ormai costante negli anni, del 6%”.

Purtroppo, durante la pandemia di Coronavirus, i dati sono crollati:I motivi più frequenti che hanno reso difficile la partecipazione degli alunni con disabilità alla DAD sono la gravità della patologia (27%), la mancanza di collaborazione dei familiari (20%) e il disagio socio-economico (17%). Per una quota meno consistente – ma non trascurabile – di ragazzi, il motivo dell’esclusione è dovuto alla difficoltà nell’adattare il Piano educativo per l’inclusione (Pei) alla DAD (6%), alla mancanza di strumenti tecnologici (6%) e, per una parte residuale, alla mancanza di ausili didattici specifici (3%)”.

Inoltre, “le difficoltà di carattere tecnico e organizzativo, unite alla carenza di strumenti e di supporto adeguati e alle difficoltà d’interazione, hanno reso quindi la partecipazione alla DAD più difficile per i ragazzi con disabilità, soprattutto in presenza di gravi patologie o se appartenenti a contesti con un elevato disagio socio-economico”.

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