Roberta Rossini tra i simboli del V-Day del Santa Croce di Cuneo

"Penso che la scelta di far per primi il vaccino sia un gesto che vale più di mille parole"

Oggi, 27 dicembre, la dottoressa Roberta Rossini, che attualmente dirige la Cardiologia del Santa Croce di Cuneo, è stata tra i primi a ricevere il vaccino. “Sì ho subito accettato, vedendo questo vaccino come un’opportunità. Non dimentichiamo che le vittime da covid in Italia sono state oltre 70mila e nel mondo siamo a 1 milione e 750mila, con un tasso di mortalità del 3,4% e dell’1,2% nella fascia under 50 nella quale rientro. Sedermi su quella sedia stamattina, non per un tampone l’ho vissuto come un privilegio interpretato come responsabilità sia come sanitario che ha il dovere di tutelare la salute pubblica cittadina che come senso civico nei confronti dei più deboli che in questo modo proteggo.”

Stavolta la Rossini è passata dalla parte del paziente. “E’ stata per me una scelta abbastanza naturale. Il mio è un gesto di fiducia nei confronti della scienza, non essendo immunologa mi sono affidata a chi ha studiato in questo campo, ho ricevuto un atto medico che prevede rigore, serietà e garanzia.”

Oggi, post-vaccino ha dovuto osservare particolari precauzioni? “No. L’inoculazione non è stata dolorosa al contrario del vaccino influenzale e di quelli a cui abitualmente mi sottopongo. Con questa prima inoculazione la copertura è del 50%, con il richiamo che farò tra tre settimane, si arriva al 95%.”

Consigli che si sente di offrire ai no-vax? “A chi non si fida dei tempi rapidi in cui è stato realizzato questo vaccino porto un esempio che esula dal campo medico. Fino a qualche anno fa per comunicare si utilizzavano i telegrammi oggi con una video-chiamata riusciamo a collegarci con l’altra parte del mondo e nessuno si lamenta di questi progressi. Il vaccino è stato realizzato con rapidità perché sono stati arruolati un numero di pazienti 10 volte superiore ad uno studio normale. Tutte le fasi previste sono state rispettate regolarmente. Non dimentichiamo che il covid-19 è una patologia con un elevato tasso di mortalità quindi ben venga il vaccino.”

Aggiunge: “In questa giornata da parte mia un pensiero è andato a tutte le vittime perché il covid ha mietuto anche tante vittime collaterali. Specie nella prima ondata molti che già sapevano di aver una patologia per paura non andavano in ospedale e si è passati ad un tasso di mortalità per infarto dal 4% al 13%.”

La dottoressa Roberta Rossini ha svolto la sua professione dapprima a Pisa, poi per 12 anni a Bergamo e dal 2017 nella GRANDA. Dal novembre 2020 dirige la Cardiologia del Santa Croce di Cuneo. “Un’opportunità che ho colto con grande entusiasmo e responsabilità in un momento non semplice – ha raccontato a Cuneo24 – Una sfida emotivamente impegnativa con qualcosa davvero più grande di noi per cui nessuno studio e master ci preparerà mai abbastanza da farci trovare adeguati.”

“Questa pandemia e adesso anche l’adesione alla campagna di vaccinazioni ci farà capire l’importanza del senso di responsabilità del singolo che in questo caso fa la differenza. Penso che la scelta di far per primi il vaccino sia un gesto che vale più di mille parole. Va riconosciuto un profondo senso di gratitudine verso chi ha permesso tutto questo in tempo brevi, anche e soprattutto chi non è apparso ma ha agito dietro le quinte come lo stesso Ospedale Santa Croce.” ha concluso la dottoressa Rossini.