Quanto può pesare un anno? Gli auguri di Cuneo24.it a tutti i suoi lettori

Il 2020 sta per lasciarci definitivamente. Foriero della più grande sciagura del Terzo Millennio e di tante, troppe lacrime, ha però insegnato a tutti noi che anteporre il collettivo all'ego è la ricetta vincente contro ogni difficoltà

Quanto può pesare un anno? Ciascuno di noi può chiederlo alle proprie spalle. Indolenzite, livide, sanguinanti. Mai come prima d’ora.

Il vittimismo ingiustificato non ci piace, l’abbiamo sempre rifuggito. Questa volta, però, è diverso. Quei segni, invisibili agli occhi ma nitidamente scolpiti nelle nostre menti, stanno lì a ricordarci che questo 2020 non è stato soltanto un brutto sogno, bensì un incubo in carne e ossa, di quelli che un tempo credevamo potessero prendere vita unicamente nei libri e nei film di fantascienza.

Invece no, è successo davvero. E sta ancora accadendo. La pandemia di Coronavirus ha flagellato l’intero orbe terracqueo, stravolto la nostra quotidianità e le nostre abitudini, spazzato via alcuni dei nostri affetti. Senza pietà, senza mostrare il benché minimo segno di clemenza.

È stato un 2020 tanto bisesto quanto funesto, a conferma dell’antico adagio che raramente trova smentita. È stato straziante contare ogni giorno centinaia (o, a seconda del periodo, migliaia) di morti in Italia e nel mondo, spentisi nell’angosciante solitudine di chi sa che sta per andarsene e non può neppure abbracciare un’ultima volta i propri cari.

È stato terribile vedere i volti scavati e gli occhi infossati e piccoli di medici, infermieri e operatori sanitari, che hanno letteralmente perso il sonno e si sono dedicati anima e corpo alla missione sposata all’alba della loro carriera professionale, seguendo il mantra di Ippocrate ed esponendosi in prima persona al rischio di essere contagiati.

È stato beffardo riassaporare la libertà in estate e vedersela negare in autunno, ma lo è stato ancor di più perché tutto questo è dipeso dai comportamenti poco accorti degli italiani, ammassati sulle spiagge a Ferragosto e accalcati nelle terapie intensive quando le prime foglie cominciavano ad abbandonare i rami più alti degli alberi.

È stato un anno di sciagure inenarrabili e di perdite illustri: dall’incidente nei cieli californiani di Calabasas costato la vita all’asso della NBA Kobe Bryant e alla figlia Gianna-Maria Onore all’addio allo scrittore Luis Sepúlveda, dalla morte dello 007 Sean Connery a quella del mattatore teatrale e cinematografico Gigi Proietti.

E poi le scomparse del batterista dei Pooh, Stefano D’Orazio, degli ex calciatori Diego Armando Maradona, Paolo Rossi e Pietro Anastasi e dell’attrice Franca Valeri.

Non si può neppure dimenticare, ancora, la vicenda del cittadino afroamericano George Floyd, barbaramente ucciso dalla polizia statunitense dopo un arresto e dalla cui morte si è sviluppato il movimento Black Lives Matter, arrivato a provocare gravi disordini nelle città americane e a raccogliere i consensi (pacifici. ma convinti) di tante stelle dello sport e dello spettacolo.

Infine, chi si scorderà l’istantanea simbolo di questo 2020, vale a dire quella di Papa Francesco solo in una piazza San Pietro deserta e bagnata e sovrastata da un cielo plumbeo, impegnato a chiedere al Signore di liberare l’umanità dal male improvviso che l’aveva investita?

Decisamente è stato un anno che vogliamo archiviare al più presto e, possibilmente, gettarci alle spalle. Impossibile, probabilmente. E forse è giusto così: se è vero che la storia è maestra di vita, possa allora questa esperienza lunga 366 giorni averci fatto comprendere l’importanza di anteporre gli altri a noi stessi, il collettivo all’ego, le esigenze altrui alle proprie. Qualora così non fosse, avremmo perso due volte. Tutti quanti assieme.

Da parte di tutta la redazione di Cuneo24.it, pertanto, vi giungano i più sinceri e sentiti auguri di Buon Anno, permeati da un solo auspicio: possano la salute e la serenità contagiare (in questo contesto è un verbo che decisamente ci piace) l’intero pianeta nel 2021, rendendolo un anno perlomeno “normale”. Basterebbe questo a renderci tutti più felici.