Nuovo DPCM di Natale, rischio esodo dal Nord: “Situazione analoga a quella di inizio marzo”

Il timore di Attilio Fontana, governatore della vicina Lombardia: "Temiamo di rivivere ciò che accadde nella notte fra il 7 e l'8 marzo"

Il nuovo DPCM di Natale, entrato in vigore nella giornata di ieri, venerdì 4 dicembre, vieta gli spostamenti tra regioni a cominciare dal prossimo 21 dicembre sino al 6 gennaio (eccezion fatta per il ritorno all’abitazione in cui si risiede o al domicilio).

Questo è uno dei provvedimenti assunti dal Governo Conte in vista delle prossime vacanze natalizie, ma proprio quest’aspetto preoccupa – e non poco – i governatori delle Regioni del Nord Italia. Se, da un lato, Cirio ha comunicato che il Piemonte passerà in zona gialla il 13 dicembre e ha ribadito la grave problematica generata dalla mancata apertura degli impianti sciistici, il suo omologo lombardo, Attilio Fontana, ha precisato ai microfoni di “Mattino Cinque” che il 19-20 dicembre, ovvero l’ultimo fine settimana in cui sarà consentito spostarsi, “rischiamo di rivivere quello che successe nella notte fra il 7 e l’8 marzo”.

Ergo, Fontana prevede una fuga dal Nord, con annesso sequel del film campione d’incassi “Benvenuti al Sud” e il rischio concreto di diffondere ulteriormente il Coronavirus nel Mezzogiorno d’Italia.

Gli ha fatto eco il governatore del Veneto, Luca Zaia, il quale ha asserito che “spero in un ravvedimento del provvedimento da parte del Governo sullo stop di movimento tra i Comuni nelle date del 25 e 26 dicembre e 1° gennaio. Noi non vogliamo essere dall’altra parte della barricata, ma dobbiamo trovare soluzione. Facciamo passare qualche giorno e penso che ci sarà pur qualche incontro prima delle festività. Abbiamo margine per provare a convincere il Governo a modificare il provvedimento”.