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Il Buongiorno di Cuneo24

Nel 1945 con l'obiettivo di sostenere la ricostruzione nei territori dell'Europa e del Giappone più colpiti dalla Seconda guerra mondiale i Paesi firmatari degli accordi di Bretton Woods (1-22 luglio 1944) istituirono la Banca Mondiale

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Santi del giorno
San Giovanni, apostolo ed evangelista, è il protettore di librai, scrittori, teologi, artisti, templari, cartolai e tipografia.
Santa Fabiola di Roma, matrona romana.

Avvenimenti
1908 – Nasce il fumetto italiano. Nell’Italia di re Vittorio Emanuele III e del terzo Governo Giolitti apparve in edicola il Corriere dei Piccoli, supplemento settimanale illustrato del Corriere della Sera. Questa data venne considerata in seguito come l’inizio del fumetto italiano. Fondato e diretto da Silvio Spaventa Filippi, che era partito da un’idea della pedagogista e scrittrice Paola Lombroso, il Corrierino (variante familiare usata dai suoi giovanissimi lettori) introdusse nel contesto italiano i personaggi dei fumetti americani, presentati all’interno di tavole illustrate, ognuna suddivisa solitamente in quattro strisce di due vignette ciascuna. Ma in questo primo numero trovò spazio anche uno dei personaggi più popolari lanciati dal settimanale: Bilbolbul, un bambino africano protagonista di storie surreali. A disegnarlo fu Attilio Mussino che insieme ad Antonio Rubino (ideatore di Quadratino, altro personaggio storico) rappresentarono le colonne portanti del Corrierino fino agli inizi degli anni Cinquanta. In questa prima fase le “nuvolette parlanti” (il termine inglese è balloon) erano rigorosamente vietate, perché ritenute diseducative. Al loro posto c’erano i sottotitoli composti da filastrocche in rima baciata, dal tono moraleggiante. Siamo certamente lontani dall’idea moderna di fumetto. Le tavole illustrative erano permeate di valori pedagogici, patriottici e risorgimentali, in perfetta sintonia con la mentalità di allora che non ammetteva l’esistenza di libri per ragazzi concepiti esclusivamente per il loro intrattenimento. Tutto doveva avere un fine educativo, e ciò spiega perché la maggior parte dei contenuti fosse costituita da racconti, poesie e brevi testi teatrali. Il successo del primo numero fu straordinario, al punto che venne stampato in 80.000 copie. Ciò lo rese subito un riferimento per bambini e adolescenti. Nel 1917 fu la volta di un altro protagonista storico di quegli anni: il Signor Bonaventura nato dalla matita di Sergio Tofano. Dieci anni dopo, presero piede le nuvolette – che sul Corrierino si affermarono solamente a partire dagli anni Sessanta – grazie a nuove pubblicazioni che segnarono l’evoluzione moderna del fumetto made in Italy: dal primo numero di Topolino (edito nel 1932 da Giuseppe Nerbini) ai settimanali L’Avventuroso (che portò dagli Usa Mandrake e Flash Gordon) e Intrepido (che inaugurò il genere romantico e sentimentale). Dopo il grande avvento, nel Dopoguerra, delle riviste dedicate a un singolo personaggio – il più amato fu Tex Willer di Sergio Bonelli, uscito nel 1948 – si arrivò agli anni Sessanta che portarono alla ribalta i “cattivi”, gli antieroi per eccellenza come Diabolik delle sorelle Giussani (1962), accanto a fumetti d’autore come l’insuperabile Corto Maltese, che Ugo Pratt lanciò in “Una ballata del mare salato”. Pratt e Benito Jacovitti (padre del famoso cowboy Cocco Bill) furono gli artefici della stagione d’oro del Corrierino, vissuta dalla seconda metà degli anni Sessanta alla prima metà dei Settanta, suggellata dagli esordi di Lupo Alberto (pubblicato da Silver sul Corriere dei Ragazzi, nato come costola del Corriere dei Piccoli da cui si distaccò nel 1972) e di La Pimpa (creata nel 1975 da Altan e considerata il più fortunato fumetto italiano per bambini in età prescolare). Gli anni ’80 coincisero con il periodo di crisi del settore, fortemente condizionato dall’avvento dei manga giapponesi in TV, che col passare del tempo presero il sopravvento anche nelle riviste di fumetti, la prima delle quali fu Zero (1990), interamente dedicata ai manga. Nel 2008 venne celebrato un secolo di storia del fumetto, partendo dalla prima uscita del Corriere dei Piccoli che, sebbene avesse smesso le pubblicazioni da gennaio del 1996, venne celebrato come il periodico dedicato all’infanzia più longevo d’Italia.
1944 – Nasce il qualunquismo di Giannini. “Io sono quello che non crede più a niente e a nessuno. Io sono l’Uomo Qualunque”. Chiude così l’editoriale di Guglielmo Giannini, apparso sul primo numero del settimanale “L’Uomo Qualunque”, da lui fondato, che debuttò nelle edicole di Roma un mercoledì di dicembre del 1944. Con l’Italia ancora ferita dalla drammatica guerra di resistenza al nazifascismo, un commediografo semisconosciuto, originario di Pozzuoli, si fece portavoce del malcontento generale per lo scenario di distruzione prodotto dal conflitto, veicolandolo in un nuovo movimento d’opinione che prese il nome di qualunquismo. Alla base di questa nuova ideologia la convinzione che tutti i politici fossero uguali, nel difendere soltanto la propria poltrona e nel litigare sterilmente tra loro, e che il Paese avesse più bisogno di buoni amministratori che di politici “sfruttatori” e “vociatori”. Vittime di questo sistema, e di uno Stato impegnato solo a spremerli con tasse esose, erano i cittadini, chiamati dal nuovo settimanale a partecipare attivamente alla gestione della cosa pubblica. Contraddistinto da una satira feroce e dal ricorso all’insulto (in particolare nello storpiare i cognomi degli avversari politici), il movimento si costituì in partito nell’estate del 1946, facendo eleggere 30 deputati all’Assemblea Costituente. Debolmente strutturato al suo interno, con il potere decisionale concentrato nelle mani del solo Giannini, e accusato di non avere un preciso programma politico (si cercarono alleanze con tutti, dal PCI al MSI, passando per la DC), l’Uomo Qualunque si avviò a un rapido declino, accelerato dalle numerose epurazioni di esponenti in dissenso con la gestione del partito, fino alla definitiva chiusura nel 1949.
1945 – Istituita la Banca Mondiale. Sostenere la ricostruzione nei territori dell’Europa e del Giappone più colpiti dalla Seconda guerra mondiale. Con questo obiettivo i Paesi firmatari degli accordi di Bretton Woods (1-22 luglio 1944) istituirono la Banca Mondiale. Il suo campo d’azione nei decenni successivi si allargò, finanziando la costruzione di grandi infrastrutture (centrali elettriche, autostrade e aeroporti) negli Stati ex coloniali di Africa, Asia e America Latina e, dal 1990, nei paesi post-comunisti. La struttura organizzativa venne rivista nel 2007 con la nascita del Gruppo della Banca Mondiale, articolato in cinque istituzioni, su tutte la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (IBRD) e Agenzia Internazionale per lo Sviluppo (Ida).L’attuale presidente della BM è l’economista e politico statunitense David Malpass, eletto nell’aprile 2019.
1978 – La Spagna diventa una monarchia parlamentare dopo 40 anni di dittatura.

Nati in questo giorno
Giovanni Floris – Nella schiera degli anchorman italiani più apprezzati da ospiti e pubblico, il suo mestiere è raccontare la politica. Si forma come allievo di illustri accademici del diritto, tra cui l’ex ministro della Difesa Antonio Martino. Dopo alcune collaborazioni con “l’Espresso” e “Il Messaggero”, nel 1996 viene assunto in RAI, dove per la radio prima si occupa di economia e in seguito conduce i programmi “Radio anch’io” e “Baobab”. Per lungo tempo è inviato all’estero, in particolare negli USA, e alla fine di questo periodo approda in TV, dando vita al talk show politico Ballarò. Trasmessa sulla terza rete dal 2002, la trasmissione diventa la principale ribalta per la politica nazionale, grazie anche al duraturo rapporto con il comico Maurizio Crozza e il sondaggista Nando Pagnoncelli. Ha all’attivo anche diversi saggi e un romanzo, Il confine di Bonetti, edito da Feltrinelli. Nell’estate del 2014 passa a LA7, confermando la squadra vincente di Ballarò nel nuovo talk Dimartedì. Compie 53 anni.
Roberto Bettega – Nato a Torino, è un dirigente sportivo. Calciatore negli anni Settanta ed Ottanta, cresciuto nelle giovanili della Juventus, diventa poi attaccante del Varese e, in serie A dal 1970 al 1983, proprio dei bianconeri. Con il “bottino” di 129 reti (in 326 presenze) è 44° nella classifica dei marcatori nella storia della serie A. Occupa, invece, il 18° posto nella classifica dei goleador che indossano una sola maglia nella massima serie. In carriera conquista 7 scudetti, 2 Coppe Italia e 1 Coppa UEFA. Nel campionato 1979/80 vince la classifica dei marcatori con 16 gol. In Nazionale ha 42 presenze e 19 reti. Quando chiude con il calcio giocato (l’ultima squadra è in Canada), ha esperienze come dirigente, sempre alla Juventus, e come opinionista televisivo. Festeggia 70 anni.

Eventi sportivi
1983 – A Platini il Pallone d’oro. Il francese Michel Platini della Juventus, raccogliendo 110 voti, ha vinto il Pallone d’oro 1983. Nettamente staccato il secondo, lo scozzese Kenny Dalglish del Liverpool, fermo a 26 voti. Il primo degli italiani è Bruno Conti, diciannovesimo con 4 voti. Il futuro presidente dell’UEFA, vincerà l’importante premio anche nelle successive due edizioni.

Proverbio / Citazione
D’invarn, u lù a l’ai mangiane gnun. Tradotto: Di inverni, il lupo non ne ha mai mangiati nessuno. Effettivamente dalle nostre parti si ricorda, a memoria d’uomo, alcun inverno senza neve (magari in quantità modesta, ma pur sempre visibile) e gelo.
“Io sono quello che non crede più a niente e a nessuno. Io sono l’Uomo Qualunque”. Guglielmo Giannini