Giornata internazionale delle persone con disabilità, dimenticate nella pandemia

"Bisognerebbe pensare a questa categoria di persone che soffre più degli altri questa chiusura non solo in questo giorno ma tutti i giorni" afferma mamma Monica

Oggi, 3 dicembre, è la giornata internazionale delle persone con disabilità.

E’ stata l’Onu a promuovere questo Disability Day nel 1992 mirato alla politica dell’Inclusione con un occhio di riguardo ai diritti all’istruzione e alla realizzazione personale che va garantita ad ogni individuo. Tra gli obiettivi vi è la promozione dell’uguaglianza.

In questo ultimo anno vista la pandemia da covid-19 si può affermate che in risalto sono state messe le problematiche delle persone con disabilità.

In particolare dal punto di vista della scuola con la carenza di insegnanti di sostegno e con la didattica a distanza che priva gli alunni con BES (bisogni educativi speciali) del contatto con i loro insegnanti di riferimento.

Mamma Monica a Cuneo24 riguardo questa giornata ha confidato: “Per i ragazzi come Alessandro è una grande problematica dover rimanere in casa, non potere uscire, non vedere i parenti e tutto ciò che sappiamo di questo periodo. Dico che bisognerebbe pensare a questa categoria di persone che soffre più degli altri questa chiusura non solo in questo giorno ma tutti i giorni.”

Nadia è insegnante di sostegno in una scuola dell’infanzia che attualmente per fortuna continuano a poter lavorare in presenza e ci fa un regalo raccontandoci alcuni aspetti del suo quotidiano.

“Stare accanto ogni giorno a persona differentemente abili è un arricchimento costante per chi sa porsi in discussione. E quale persona non trova difficoltà ad affrontare la realtà quotidiana? Si tratta di diritti e doveri per tutte le persone con le loro differenze, il loro essere speciali. Si tratta di rispetto. Si tratta di riconoscere il bisogno di aiuto, di comprensione della sofferenza, della fatica, della gioia per le piccole cose, quelle essenziali.
Solo che mettersi in discussione costa fatica, vedere la fatica o chi sta male non piace, è difficile affrontare i problemi, più facile fare finta non ci siano. Siamo fragili. Bisogna essere forti per accogliere, includere, sostenere. Una sfida quotidiana. Siamo esseri umani, necessitiamo di relazioni con gli altri, è essenziale poterlo fare, è doveroso farlo. Il disabile, non abile fa fatica o non riesce ad affrontare alcuni aspetti della vita in autonomia, affina ove possibile abilità altre che la normalità non sviluppa perché non necessario alla vita normale. E tutti siamo Persone, per-risuonare. Ognuno avendo diritto alla vita ha diritto e dovere di poter risuonare attraverso il proprio corpo e chi ha più difficoltà a farlo va sostenuto, dobbiamo porci in ascolto dell’altro essendo noi persone.”