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Emergenza Covid, la delicatissima situazione degli albergatori cuneesi foto

Abbiamo posto sotto la lente d’ingrandimento uno dei settori del nostro capoluogo che più hanno subìto gli effetti devastanti della chiusura forzata a causa del Coronavirus. I numeri, anche in questo caso, sono agghiaccianti, ma non mancano anche elementi di speranza verso il futuro prossimo

Abbiamo proseguito il nostro progetto per dar voce alle categorie professionali più colpite da questo 2020 scoraggiante dal punto di vista economico, andando a fare qualche domanda ad alcuni tra gli albergatori cuneesi. Ognuna delle realtà interpellate ci ha fornito dati peculiari e spesso parzialmente diversi. L’aspetto davvero comune a tutti gli hotel di Cuneo è senza dubbio il calo drammatico degli introiti del 2020. In generale si è assistito, nei mesi dei due lockdown, a perdite che vanno dal 70 al 90% degli incassi normalmente raggiunti prima dell’emergenza sanitaria. I vari bonus ed incentivi delle amministrazioni locali, regionali e statali sono stati chiaramente benaccetti, ma non hanno mai risollevato del tutto la situazione economica degli alberghi. Ne è emerso un clima generale di sconforto e pessimismo, con alcuni albergatori che ci hanno accolti con la massima disponibilità e cercando di darci il maggior numero di informazioni possibili, ed altri che, anche comprensibilmente, hanno preferito non commentare la situazione.

Il primo hotel che abbiamo contattato è uno degli alberghi cittadini al momento chiusi fino a data da destinarsi, ovvero l’Hotel Ligure di Via Savigliano. “Le previsioni per il 2020 erano le più rosee.” ci spiega la titolare. “Avevamo già molte prenotazioni e un calendario quanto mai fitto di eventi in città. Poi è arrivato il virus e siamo stati costretti a chiudere sia a marzo sia in questo secondo lockdown. Di fatto siamo stati aperti da giugno ai primi di novembre e abbiamo subito un calo negli incassi di circa il 70% rispetto al 2019”. Come diverse altre realtà cittadine del settore, l’albergo non ha in programma, almeno al momento, di riaprire, data l’impossibilità a prevedere come evolverà l’epidemia da Covid nel 2021.

Abbiamo in seguito raggiunto il Cuneo Hotel, in Via Vittorio Amedeo II. Particolare la storia di questo albergo durante questo difficile anno: “Avevamo in programma per l’estate i lavori di ristrutturazione globale dell’edificio, dalle stanze ai sistemi di sicurezza.” ci ha spiegato una delle titolari. “Poi, quando a marzo abbiamo visto che la situazione sanitaria stava degenerando, abbiamo deciso di fare tutti i lavori in anticipo chiudendo l’hotel in primavera. Quindi, di fatto, nel primo lockdown eravamo già chiusi per la ristrutturazione, e non per cause di forza maggiore”. In generale, però, il calo degli incassi è stato nettissimo anche in questo caso. “Si può tranquillamente dire che gli introiti di quest’anno siano scesi del 90% rispetto al 2019. La clientela, salvo poche eccezioni estive, è composta quasi interamente da lavoratori singoli che stanno in città per poco tempo”.  Unico periodo paragonabile al 2019 è stato soltanto quello dell’estate. “I mesi estivi sono stati positivi e questo ci fa ben sperare per il futuro, cioè’ per il post-pandemia. Secondo il nostro parere, peraltro credo condiviso da tanti altri, non solo albergatori, quest’estate si sarebbero dovute fare le manifestazioni consuete, proprio perché’ all’aperto. Anziché cancellare in blocco tutte le manifestazioni, si sarebbe potuto “pensare in grande!“. Del resto… siamo o no Provincia Granda! Proporre ugualmente la Fausto Coppi, l’Illuminata e La Fiera del Marrone, sicuramente ripensate in termini di contingentazione degli ingressi e allungate come durata, avrebbe rappresentato una boccata d’ossigeno non solo per gli hotel, ma per tutti i settori ad essi collegati. Penso ai bar, ai ristoranti, alle pizzerie, ai negozi e agli ambulanti che hanno visto cancellare tanti appuntamenti fieristici”.

È stato poi toccato il tema dei Bonus e degli aiuti dalle istituzioni, che ha riguardato la categoria da vicino in questi mesi difficili. “Gli aiuti sono sempre benaccetti, in qualsiasi forma. Quest’estate ha funzionato molto bene il Bonus della Regione e anche il Bonus Vacanze del governo è stato una risorsa. In generale però non stiamo parlando, ovviamente, di cifre da capogiro. Sono tutte gocce che, seppur benaccette, nella maggior parte dei casi non riuscivano a coprire del tutto neanche le spese fisse. Comunque meglio poco che niente”. A peggiorare ulteriormente le cose, anche in vista dei prossimi anni, ci ha pensato anche l’alluvione dei primi di ottobre, che ha bloccato il traffico con la Francia passando dal Colle di Tenda. “Questo è un danno enorme per noi. I turisti francesi sono sempre stati molto in contatto con Cuneo. Soprattutto d’estate, il lunedì e il martedì, quando c’è il mercato, non è raro che si presentino in hotel diversi francesi per passare la notte presso di noi. Per noi la vicinanza con un paese come la Francia è una risorsa importantissima. Con la chiusura forzata del tunnel, che temo si potrà risolvere totalmente soltanto in moltissimo tempo, come città rischiamo un pericolosissimo isolamento, accresciuto anche dalla situazione arcinota dell’Asti-Cuneo”.  Ma nonostante tutte queste problematiche, la speranza dell’albergo, a gestione famigliare, non è calata minimamente. “Se mi chiede se sono ottimista per il 2021 le rispondo che voglio esserlo. Questo hotel non è mio, ma delle mie figlie, Gloria e Giada, di 26 e 20 anni. Abbiamo ristrutturato interamente la struttura, rendendola più moderna ed efficiente, anche e soprattutto per loro. Vogliamo guardare al futuro con grande ottimismo, sperando di essere supportati dalla sconfitta del virus e dalle amministrazioni”. Un messaggio di speranza che è oro colato in un periodo come questo.

Abbiamo poi raggiunto telefonicamente Giorgio Chiesa, proprietario dell’Hotel Lovera Palace, Presidente dell’Associazione Albergatori ed Esercenti turistici di Cuneo e Provincia e vicepresidente di Federalberghi Piemonte. Anche a lui abbiamo fatto le stesse domande. “Si può dividere il 2020 in tre grandi periodi: il quadrimestre marzo-giugno, dove c’è stato, in corrispondenza della prima chiusura forzata, un drastico calo dell’attività dei nostri alberghi, con crollo del fatturato del 85-90%, i mesi estivi, di parziale ritorno alla normalità, con incassi corrispondenti al 60-70% di quelli dello stesso periodo del 2019, e gli ultimi due mesi, dove si è ritornati, grossomodo, alla situazione della primavera”. Un bilancio che riassume perfettamente l’anno che sta per finire, con una media totale del 30% di incassi annui rispetto al totale dell’annata precedente. “Quello che mi preme esprimere con forza è che gli albergatori soffrono più di qualsiasi altra categoria, in quanto, a differenza di bar e ristoranti, non possono contare su una clientela endemica, ma necessitano per definizione di turisti e persone che arrivano da lontano. Se la gente non può viaggiare, gli alberghi possono fare ben poco. In questo senso anche la chiusura del tunnel di Tenda farà sentire i propri effetti nei prossimi mesi. Con ciò non voglio dire che bar e ristoranti stanno bene, è un periodo di grande difficoltà per tutti. Ma detto questo, gli hotel non sono solo malati, stanno morendo!”. L’opinione di Chiesa circa la gestione estiva degli eventi all’aperto è la seguente: “Se non si sono svolte le manifestazioni più di richiamo per Cuneo durante l’estate, vuol dire che esse non potevano avere luogo in nessun modo. Non sono certo contento della situazione, ma, non essendoci altre soluzioni, non si poteva agire diversamente. Non dimentichiamoci che gli effetti della poca cautela estiva, specialmente in altre zone del Piemonte e d’Italia, magari con più ‘movida’, li stiamo pagando adesso, con questo secondo lockdown. Non si poteva assolutamente abbassare la guardia con in ballo la salute di tutti”. Concorde agli altri intervistati è l’opinione di Chiesa sugli aiuti dalle istituzioni. “Per quanto importanti possano essere, gli aiuti non risolveranno mai il problema. E dire che molti di essi sono anche andati bene, quantomeno in Piemonte. Penso ad esempio al ‘Bonus 3x2’ messo in atto dalla Regione in estate. Il fatto, però, è che se manca la ‘materia prima’ degli hotel, ovvero la gente e i traffici, non si potranno mai risolvere del tutto i problemi. Ma l’Associazione Albergatori ed Esercenti turistici di Cuneo e Provincia non guarda solo al passato, analizzando i danni apportati dal virus nel 2020, ma avanza anche delle proposte concrete per il 2021, in modo da cercare di arginare al meglio gli effetti della pandemia. “Come Federalberghi abbiamo avanzato in Senato e alla Camera in modo particolare tre proposte di emendamento alla legge di bilancio, dato che si inizierà a votare dal 9 dicembre, che ci sembrano cruciali per la ripresa economica dell’intero settore di nostra competenza, da cercare di attuare nel corso del prossimo anno. In primis l’esenzione IMU per alberghi, terme e stabilimenti balneari per il 2021, con benefici sia per i proprietari sia per gli affittuari; un nuovo potenziamento del contributo a fondo perduto per le strutture ricettive, utilizzando le risorse residue del bonus vacanze; l’allungamento a 20 anni della durata dei prestiti garantiti. Queste tre proposte ci sembrano basilari per non gravare ulteriormente su un settore che rischierebbe di precipitare definitivamente con nuove chiusure”.

Dopo uno degli anni più difficili della storia contemporanea, insomma, gli albergatori cuneesi in generale non sembrano abbandonare del tutto l’ottimismo verso un 2021 di autentica ripartenza, nella speranza di poter il prima possibile conoscere nuovamente i numeri precedenti al Covid-19.