Consiglio provinciale approva le spese per i primi lavori urgenti post alluvione

Sono già stati eseguiti interventi urgenti per 6 milioni di euro, ma ci sono ancora alcune strade provinciali interrotte

Consiglio provinciale online di fine anno, quello che si è svolto lunedì 28 dicembre, per approvare la variazione al bilancio di previsione a seguito dei provvedimenti attuativi dell’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri del 9 novembre scorso e il riconoscimento del relativo debito fuori bilancio per interventi di massima urgenza che la Provincia ha eseguito su diverse strade provinciali in seguito all’evento alluvionale del 2 e 3 ottobre scorso.

Come ha ricordato il consigliere provinciale delegato Giorgio Lerda si è trattato di approvare le prime spese affrontate dalla Provincia per sistemare le situazioni più urgenti e maggiori dissesti che gli eventi alluvionali hanno causato un po’ su tutto il territorio provinciale, ma in particolare nelle valli Vermenagna e Gesso, nelle valli Tanaro, Casotto, Corsaglia, Mongia ed Ellero e nelle Langhe. I danni hanno determinato frane, in molti casi l’interruzione e talvolta la demolizione delle strade con conseguenti forti disagi nei collegamenti fra centri abitati, in alcuni casi rimasti completamente isolati; inoltre, l’evento ha determinato anche l’interruzione dei servizi pubblici e molte zone sono rimase senza acqua, luce e gas per diverse ore/giorni. Dopo i primi sopralluoghi la Provincia è intervenuta subito per rimuovere le situazioni di pericolo, ripristinare la viabilità e garantirne la transitabilità soprattutto ai mezzi di soccorso.

La Regione Piemonte ha immediatamente richiesto e ottenuto la dichiarazione dello stato di emergenza per 12 mesi, come risulta dalla delibera del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre scorso, e contestualmente stanziato, per i primi interventi e per tutto il territorio regionale, complessivamente 15 milioni di euro. Sono già stati eseguiti lavori per circa 6.000.000 di euro pari a circa il 45% del totale previsto di 13.506.300 euro per la ricostruzione dei tratti delle provinciali interrotte e il raggiungimento di località isolate, la pulizia degli alvei, la disostruzione degli attraversamenti stradali, il ripristino della viabilità, la sistemazione di opere di difesa idraulica crollate, la ricostruzione di barriere stradali, il ripristino delle protezione stradali divelte, sgombero di frane e di massi, di legname e di altro materiale di trasporto,  il consolidamento dei fronti in frana e molto altro per il ripristino e la messa in sicurezza della viabilità. I lavori sono poi stati sospesi per le condizioni meteo (neve). Al momento risultano peraltro ancora chiuse le seguenti tratte provinciali: sp 239 Sant’Anna di Valdieri – Terme di Valdieri in località Tetto Gaina; sp 301 Lago della Piastra – San Giacomo di Entracque; sp  44 – 312 Limonetto di Limone Piemonte aperta con limitazioni di carico; sp 582 Ponte sul fiume Tanaro a Garessio chiuso il ponte. Altre infrastrutture come la provinciale 157 Viozene Upega, la sp 178 di Valcasotto, sp 232 di valle Corsaglia sono state aperte al traffico con limitazioni di carico, di velocità e tratti a senso unico alternato.

Lerda ha sottolineato come siano previsti lavori di somma urgenza, già definiti ma non ancora eseguiti, per altri 12.139.300 euro per ripristinare la viabilità, che si faranno perché riguardano interventi indispensabili per garantire la sicurezza e la percorribilità minima a cui si sommano ad altri 7.000.000 di euro (per un totale di circa 20.000.000 di euro) la cui esecuzione dipenderà dagli stanziamenti statali e regionali. Per l’alluvione d’inizio ottobre la legge finanziaria dovrebbe stabilire uno stanziamento considerevole, ma non ci sono notizie certe, così come saranno fondamentali i tempi per evitare che la prossima stagione estiva risulti del tutto compromessa per quanto riguarda le nostre vallate alpine non più raggiungibili.

Il dirigente della Viabilità Riccardo Enrici ha precisato che si è riusciti a raggiungere il 45% dei lavori perché i cantieri sono rimasti aperti un paio di mesi, prima della sospensione per neve e si continuerà a lavorare soltanto laddove la sicurezza non è ancora garantita, per poi riprendere appena possibile.