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“Aprite gli impianti sciistici entro Natale!”: il grido dei maestri di sci italiani

Il presidente del Collegio nazionale maestri di sci, Giuseppe Cuc, e il presidente dell'Associazione maestri di Sci italiani, Maurizio Bonelli, in rappresentanza di 15mila professionisti della neve e 400 scuole sci distribuite sul territorio nazionale, hanno diramato una nota stampa in cui chiedono al premier Conte di fare retromarcia

La situazione sembra impossibile da ribaltare, anche e soprattutto alla luce del nuovo DPCM, che vieta espressamente l’apertura degli impianti di risalita agli sciatori amatoriali sino al 6 gennaio compreso, ma, si sa, la speranza è l’ultima a morire.

Così, nelle scorse ore, il presidente del Collegio nazionale maestri di sci, Giuseppe Cuc, e il presidente dell’Associazione maestri di Sci italiani, Maurizio Bonelli, in rappresentanza di 15mila professionisti della neve e 400 scuole sci distribuite sul territorio nazionale, hanno diramato una nota stampa in cui chiedono al premier Conte di fare retromarcia e valutare meglio il quadro connesso al settore turistico-sportivo in montagna.

A riportare le loro parole è l’ANSA: “Un accorato appello a chi ha responsabilità di governo, affinché, anche in considerazione dell’andamento pandemico, si rivaluti, prima dell’inizio delle festività di fine anno, possibili soluzioni diverse rispetto alla chiusura dei comprensori sciistici. Il Dpcm del 3 dicembre costituisce un altro colpo di scure inesorabile sui professionisti della neve.

E ancora: “La prospettiva attuale è di non rimettere gli sci ai piedi sicuramente fino al 7 gennaio 2021, ma, poi, cosa succederà? Per i nostri maestri di sci e per tutte le loro famiglie non sarà assolutamente facile, ma con il consueto senso di responsabilità la Scuola italiana sci si sta adattando e si adatterà, pur non condividendo le scelte prese che ci riguardano, crediamo dettate dalla non conoscenza di base del mondo della montagna e delle figure professionali che la compongono. La Scuola italiana sci in questi mesi non è stata ferma: sono stati predisposti scrupolose linee guida, scrupolosi decaloghi e vademecum, condivisi con gli impiantisti, per garantire la totale sicurezza agli allievi prima, durante e post lezioni”.