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8 dicembre, perché l’albero di Natale e il presepe si fanno oggi?

Entrambi restano i simboli per eccellenza di questa festività

Negli ultimi anni si tende ad anticipare sempre di più l’allestimento di case e centri città per le festività natalizie.

I più restano fedeli alla tradizione dell’Immacolata. Perché l’albero di Natale e il presepe si fanno oggi? Da cosa deriva quest’abitudine?

Vediamo prima come nascono questi due simboli delle festività.

Per quanto riguarda l’albero si narra che i Romani abbellivano le loro domus con fronde di pino e altri sempreverdi, regalandone un rametto come buon auspicio durante le Calende di gennaio, mentre i Vichinghi ritenevano che gli abeti avessero addirittura poteri magici poiché non perdevano le foglie neppure col rigido freddo del Nord Europa. Con l’avvento del Cristianesimo venne consolidata l’associazione abete-vita eterna. Dopo il Congresso di Vienna, l’albero di Natale dai paesi nordici si diffuse in tutta Europa: in Italia con Margherita di Savoia che, a metà 800, lo allestì nel Quirinale. Una tradizione che arriva fino a noi per lo più con alberi artificiali, artistici, in materiale riciclato e fatti in casa.

Il Presepe è legato al cristianesimo. La parola deriva dal verbo latino “praesepire” che significa recingere con siepe e, quindi, in senso più lato, mangiatoia o greppia.

Entrambi restano i simboli per eccellenza di questa festività.

Non c’è un motivo preciso per cui l’8 dicembre si addobbi l’albero di Natale, la casa e si realizzi il presepe. Si presuppone che questo avvenga perché è la prima data non lavorativa che precede le festività per dedicarsi a queste attività.