“Tamponi, test rapidi, terapie intensive, posti letto: basta proclami, vogliamo i dati!”

L'appello giunge direttamente dalla segreteria regionale dell'Anaao Assomed. I medici: "Chiediamo trasparenza e numeri da analizzare per capire la reale situazione degli ospedali"

“Basta proclami, vogliamo i dati!”: questo è il nuovo appello lanciato dalla segreteria regionale dell’Anaao Assomed, che riunisce i dirigenti medici del Piemonte.

Questi ultimi denunciano una confusione di base sullo status della pandemia nel nostro territorio e chiedono ufficialmente di fare chiarezza: “Il numero di tamponi è aumentato, ma non si testano più i contatti stretti. I medici sono pochi, togliamo loro i congedi, ma sono anche tanti, e li assumiamo per fare gli infermieri. Il numero di ricoveri è calato improvvisamente. Ottima notizia. Ma i dati dei ricoveri nel Privato non sono stati calcolati. Allora notizia non interpretabile. I reparti di Rianimazione sono al completo. No, invece c’è posto. Di certo si sa che se un Rianimatore ha un paziente da ricoverare, si attacca al telefono e chiama tutti gli altri ospedali del Piemonte per un posto letto”.

Tra una contraddizione e l’altra, ecco nascere spontanea la richiesta: “Vogliamo trasparenza, vogliamo dati da analizzare per capire la reale situazione degli ospedali”.

Ecco, dunque, cosa domandano i medici del Piemonte:

· Quanti medici sono stati contrattualizzati negli ospedali a marzo/aprile, a quanti è scaduto il contratto, quanti sono stati nuovamente contrattualizzati da settembre;

· Che specialità hanno, la durata del contratto, se sono pensionati, specializzanti, neo-laureati;

· Quanti medici si sono contagiati, quanti ammalati da settembre;

· Quanto costa la struttura al Padiglione V, per quanto tempo si pensa di lasciarla aperta, quanti posti di intensiva sono previsti, se i lavoratori potranno o no operare in sicurezza;

· Quanti specializzandi dell’ultimo anno stanno lavorando negli ospedali non universitari;

· Quanti letti mette a disposizione il Privato, di che tipo (intensivi?), quanto viene remunerato;

· Il Privato Accreditato sta proseguendo con gli interventi non urgenti?;

· Quanto dei fondi ministeriali per le assunzioni e incarichi (in particolare quelli stanziati con la Legge 77/2020) sono stati spesi e come;

· Se all’apertura dell’Adi-Covid domiciliare, che viene remunerata, corrisponde necessariamente la visita domiciliare dei pazienti Covid da parte dei medici di medicina generale?;

· Quanti sono giornalmente, ad una ora definita, i pazienti nei Pronto Soccorso/DEA del Piemonte e quanti di questi sono in attesa di ricovero;

· I tamponi rapidi (antigenici) vengono fatti? Quanti e da chi? In base a quali criteri?

“Per un serio e franco confronto con le organizzazioni dei lavoratori è indispensabile la massima trasparenza dei dati: dunque, basta proclami”, concludono dall’Anaao Assomed Piemonte.