SiAmo Peveragno: “no attacchi a sistema sanitario. Situazione è critica e delicata”

Il gruppo di minoranza in consiglio comunale risponde al sindaco sulla questione casa di riposo: "siamo solidali con chi è deputato ad aiutare i Comuni a risolvere il gravissimo problema"

Peveragno. Continua a far discutere la “questione” casa di riposo comunale. Dopo il duro sfogo in cui il sindaco Paolo Renaudi lamentava l’assenza di risposte da parte delle autorità preposte sulla situazione relativa al contagio della maggioranza del personale della “Don Giacomo Peirone” (che rischia di portare alla chiusura della struttura), è di poco fa una chiara presa di posizione a riguardo del gruppo consiliare di minoranza “SiAmo Peveragno“.

“Non possiamo di certo condividere le affermazioni del sindaco – si legge in una nota diramata a mezzo stampa dai consiglieri Adriano Renaudi, Chiara Bosonetto, Pierangelo Mattalia e Pietro Peirone. – Lascia stupiti, in un momento di grande difficoltà l’atteggiamento di attacco riferito alle “risposte non arrivate”  e peggio ancora quando si afferma che “le funzioni deputate sul territorio a risolverci i problemi non ci danno risposte, trincerandosi dietro divieti e formule di rito che a noi non risolvono il problema”. Dissentiamo totalmente da queste affermazioni e stigmatizziamo una formula che in modo generico attacchi il sistema sanitario. Noi siamo solidali con chi è deputato ad aiutare i comuni a risolvere il gravissimo problema e non riteniamo sia questo il momento di sentenziare, con così tanta sicurezza con frasi del tipo “la mancanza di risposte concrete da chi ne aveva la piena responsabilità”.

“E’ una situazione critica e delicata – si legge ancora – e soprattutto mai verificatasi con dimensioni così vaste. Enorme lo sforzo che si sta facendo per consentire agi operatori del territorio di continuare a tenere in piedi la macchina sanitaria. Peveragno sta scontando una progressiva diminuzione del personale dipendente, nel corso degli anni in parte sostituito da personale di cooperativa. Personale ormai carente, non solo a Peveragno ma dappertutto. Non riteniamo di certo che in questo particolare e delicatissimo momento di impennata pandemica, si possano ricercare colpe nell’organizzazione sanitaria per la carenza di personale. Organizzazione sanitaria che si sta facendo in quattro per arginare l’epidemia con tutti i suoi operatori”.

Una chiusura, poi, ad una delle ipotesi paventate dal sindaco: “neppure crediamo si possa pensare di arginare l’epidemia facendo uscire di casa i positivi per andare a lavorare con altri positivi. Anzi, avanzare simili ipotesi dimostra scarsa conoscenza del problema. Nel dettaglio il positivo sta in isolamento 21 giorni, poi se asintomatico rientra a lavorare anche in caso persista la sua positività, ma dopo i necessari controlli stabiliti su base scientifica. Questa regola è ormai codificata da un mese. Non è di certo il caso di buttare la croce addosso ad altri e ricercare polemicamente responsabilità in mancanza di risposte”.

Un’apertura, invece, su di un loro eventuale coinvolgimento nel cercare di individuare una possibile soluzione alla questione: “siamo disponibili a farci parte attiva… sia in veste di amministratori comunali che di cittadini”.