Sampeyre, continua la petizione “Riaprite la strada del Colle del Prete”

"La salvaguardia del bene pubblico deve prevalere su quello di coloro che privilegiano interessi localistici, le strade sono da sempre luoghi di collegamento e non spazi privati" si legge su change.org

Antonio Morello, promotore della petizione on line relativa alla riapertura del Colle del Prete, in risposta alle motivazioni fornite dal sindaco Amorisco riportate nel nostro articolo “Colle del Prete non si tocca” scrive:

Faccio rilevare alcune incongruenze nella risposta del sindaco:

1. Se il divieto era preesistente allora a cosa serve aver apposto i cartelli.

2. Il bestiame non pascola liberamente, e consiglierei al sindaco una passeggiata sulla strada. Esistono recinzioni elettriche come deve essere laddove sussiste una circolazione veicolare. Il fatto la circolazione di mezzi fuoristrada (chissà come mai non le vetture normali) possa creare pericolo vale per qualsiasi strada montana, sterrata o asfaltata, laddove siano presenti allevamenti e malghe. Questo ragionamento porterebbe a chiudere buona parte delle strade di montagna.

3. Non è vero che l’ordinanza vale solo per i mezzi fuoristrada. La legge 45 recita “Le strade e piste ad uso agro-silvo-pastorale sono interdette al passaggio di veicoli a motore con l’eccezione di quelli impiegati nei lavori agricoli e forestali, dei mezzi di vigilanza ed antincendio, dei mezzi dei proprietari e dei loro parenti in linea retta e collaterale e del coniuge o possessori o conduttori dei fondi serviti, nonche’ dei mezzi di chi debba accedere ai luoghi per motivati scopi professionali o accedere a strutture agrituristiche”.

4. Non c’è nessun abusivismo nel chiedere il rispetto delle esigenze dei “molti” (e lo siamo davvero, più degli elettori del sindaco) perché è il bene pubblico che primariamente va salvaguardato, nel rispetto delle comunità locali.”

Conclude con un aggiornamento relativo alla petizione: “Nel frattempo la raccolta firme procede ed ha superato quota 700.”