“Sacra Famiglia e istituto Casati hanno i conti in profondo rosso: Mondovì cosa farà?”

Il quesito viene rivolto dai consiglieri comunali di minoranza del Centrodestra, che aggiungono: "Bisogna mettere in campo un sostegno economico straordinario, prima che sia troppo tardi. Il silenzio dell'amministrazione è assordante!"

Dopo le dimissioni del vicepresidente della casa di riposo Sacra Famiglia, sono arrivate anche quelle del presidente del collegio per studenti Casati-Baracco: sintomi per entrambi di una situazione preoccupante. Oggi finalmente, almeno per la casa di riposo, viene pubblicamente a galla quello che era evidente da tempo: la situazione economica è disperata, anche per scelte dubbie del passato, e ora si rischia di non pagare gli stipendi ai dipendenti”.

Si apre così la lettera di “denuncia” diramata dai consiglieri comunali di minoranza del Centrodestra di Mondovì Luciano D’Agostino, Laura Barello, Guido Tealdi e Giampiero Caramello, i quali aggiungono: “È chiaramente solo l’inizio. Gli effetti del Covid con minori rette incassate e maggiori spese affrontate stanno portando questi importantissimi enti territoriali ad avere i conti fuori controllo, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza. Un danno in termini di servizi assistenziali ed educativi che la città di Mondovì non può permettersi. Ad oggi i nostri appelli sono stati lasciati cadere nel vuoto: l’amministrazione Comunale ha il dovere di informare della situazione e il dovere di prendere urgenti provvedimenti prima che sia troppo tardi!”.

In particolare, “è necessario che il Comune riveda la sua programmazione, rinviando progetti non essenziali, recuperando le economie delle manifestazioni annullate e dando priorità di spesa a favore di un sostegno economico straordinario e immediato a favore di entrambe le realtà. Questo è il momento delle scelte di prospettiva: investire su un camminamento sotterraneo o salvare le strutture? Noi non abbiamo dubbi. Altri Comuni lo hanno già fatto. Bisogna mettere mano al portafoglio, subito: da una parte per scongiurare che anche l’ultimo collegio presente nella provincia di Cuneo chiuda i battenti (arrecando un’ulteriore ferita alla ‘città degli studi’) e dall’altra per assicurare che il Sacra Famiglia possa continuare ad assicurare il livello di servizi che da oltre 130 anni mette a disposizione dei nostri cittadini anziani e più fragili. Certo è che fin qui, il silenzio dell’amministrazione comunale continua a essere assordante”.