Radicali Cuneo: un giorno di digiuno per la fame di informazione

Di fronte alle misure contenitive del virus attuate dal governo, considerate inadeguate dai Radicali, il segretario della sezione di Cuneo, Filippo Blengino digiunerà per tutto il giorno domani, domenica 15 novembre, per chiedere più informazione circa le strade alternative possibili per contenere il virus.

Un digiuno di protesta è quello che si appresta a vivere, nella giornata di domani, domenica 15 novembre, il segretario di Radicali Cuneo Filippo Blengino. Un modo per chiedere maggiore informazione sulle vie alternative di contrasto al Covid, da percorrere per evitare di mettere in ginocchio una seconda volta il paese, prendendo come esempio alcuni paesi asiatici (Taiwan e Corea del Sud su tutti). Queste le sue dichiarazioni: “Specialmente ora che siamo a casa tormentati da trasmissioni e telegiornali che parlano della pandemia in corso, confrontando chi nega, chi minimizza il virus, ma molto spesso dando voce a chi sostiene che limitare la nostra libertà di uscire di casa e di lavorare o di tenere in piedi la azienda che ci dà il lavoro è necessario, che non c’è alternativa.

Manca quasi sempre una voce che dica che l’alternativa c’è da tempo come dimostra Taiwan con 200 giorni senza un contagio senza un giorno di lockdown ma come dimostrano anche la Corea del Sud e altri paesi dell’area (la stessa Cina non ha fatto un lockdown nazionale come il nostro).

Una voce che spieghi che Taiwan ha ottenuto questo con misure che sarebbero realizzabili qui quasi subito: per esempio 50% di capienza sui trasporti (sempre e con controlli), quarantena per chi arriva da paesi a rischio, tracciamento serio e non solo su quelli ultimo modello come con Immuni. E che lo ha fatto tenendo aperte le scuole e le aziende. Gli italiani hanno ed avranno fame. Fame della libertà di poter tenere in piedi l’attività economica che dà loro lavoro come dipendenti, imprenditori, liberi professionisti. Fame di speranza per un virus che viene detto loro che è inevitabile che devasti la loro vita affettiva e sociale. Fame di futuro, di quel futuro che stiamo distruggendo bruciando soldi in debiti per pagare bonus che spesso non salveranno attività che avrebbero potuto stare in piedi senza chiedere elemosine allo stato. Gli italiani hanno fame di informazione, di dibattito, di poter conoscere soluzioni diverse alla convivenza con il virus da quella disastrosa applicata in questo anno dal governo e dalle regioni italiane. Ecco perché noi cittadini a cui è proibito oramai sfilare e manifestare e incontrarsi di persona non possiamo che fare un giorno di digiuno domenica 15 novembre contro questa fame che è fame di conoscenza e diritto alla conoscenza di quali sono le opzioni fra cui sceglie chi ci governa.”

Con questa iniziativa i Radicali cuneesi vogliono dimostrare l’esigenza di un’informazione più completa e vasta sul mondo in modo da seguire la lezione dei paesi che hanno contrastato il virus con risultati migliori dell’Italia, adattandola alle nostre leggi. Il dibattito sul tema va ampliato, e il digiuno di domani ha proprio questo obbiettivo.