Piemonte zona arancione da oggi: bar e ristoranti ancora chiusi, no a spostamenti tra Comuni

La nostra regione cambia colore, ma a livello di restrizioni le variazioni sono davvero minime

A partire da oggi, domenica 29 novembre 2020, il Piemonte “cambia colore” e passa dalla zona rossa alla zona arancione, così come previsto dall’ordinanza sottoscritta dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Un primo, piccolissimo passo verso un graduale ritorno alla normalità, reso possibile anche dalla netta diminuzione dell’indice Rt di contagio (ora sotto quota 1, a inizio mese si attestava a 2.16), figlia delle restrizioni attuate dapprima attraverso le ordinanze del presidente regionale, Alberto Cirio, e poi mediante il DPCM del premier Conte.

Tuttavia, la nuova tonalità cromatica assegnata al Piemonte non rappresenta in alcun modo un “liberi tutti”, anche perché, di fatto, rispetto alla zona rossa, cambia davvero poco.

Le uniche, nette differenze sono rappresentate dalla riapertura dei negozi al dettaglio (inclusi centri estetici e toelettature) e dei mercati non alimentari, oltre alla possibilità di circolare liberamente all’interno del proprio Comune di residenza, rispettando ovviamente l’orario del coprifuoco serale.

Ancora chiusi, invece bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie (consentiti asporto e consegne a domicilio) e i centri commerciali nei fine settimana. Rimangono vietati anche gli spostamenti verso altri Comuni o altre Regioni, eccezion fatta per comprovate ragioni di lavoro, urgenza o necessità, che dovranno essere autocertificate sugli appositi moduli (prevista possibilità di fare la spesa anche in Comuni diversi dal proprio per ragioni di convenienza, come spiegano le FAQ pubblicate sul sito internet di Palazzo Chigi).

Infine, le scuole: nelle zone arancioni come il Piemonte, i ragazzi della seconda e terza media sarebbero autorizzati a tornare alla didattica in presenza (con mascherina), ma Cirio ha firmato un’ordinanza che prevede per loro il mantenimento della DAD sino al prossimo 23 dicembre (ergo, fino a gennaio, dal momento che quel giorno scatteranno le vacanze natalizie), prevedendo tuttavia la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del ministro dell’Istruzione numero 89 del 7 agosto 2020 e dall’ordinanza del ministro dell’istruzione numero 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.