Paolo Manera (Confartigianato Mondovì): “Natale spirituale? Parole di Conte sconcertanti, il tracollo economico è a un passo!”

Il presidente degli artigiani del Monregalese: "Le dichiarazioni del premier non fanno altro che confermare l'incompetenza e il totale distacco dalla vita reale e dal mondo del lavoro dell'attuale Governo. L'eventuale blocco del turismo della neve e delle festività natalizie porterà alla fame migliaia di famiglie"

Dopo il discorso effettuato nelle scorse ore dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha parlato di un Natale “spirituale”, ossia di una festa non votata al consumismo esasperato e da non intendere esclusivamente in chiave economica, il presidente di Confartigianato Mondovì, Paolo Manera, ha inteso esternare la propria preoccupazione mediante una nota stampa.

“Con sconcerto e sorpresa – esordisce – prendo contezza delle parole del premier, che annuncia che il Natale sarà diverso, ma soprattutto dovrà essere un Natale spirituale. Tutti, ma proprio tutti, siamo consapevoli che il Natale sarà diverso, ma siamo soprattutto consapevoli che la nostra vita è diversa dal gennaio 2020, quando finalmente la smisero di prenderci in giro e annunciarono ufficialmente la pandemia. Le parole del premier non fanno altro che confermare l’incompetenza e il totale distacco dalla vita reale e dal mondo del lavoro dell’attuale Governo.

“Il non aver tentato di fermare la pandemia con un blocco totale all’inizio della seconda fase è stato un errore gravissimo – prosegue Manera –, che andrà a ledere la fragile situazione economica del comparto delle pmi e delle attività commerciali del Monregalese e dell’Italia intera. Il periodo natalizio è fondamentale, è un polmone economico che, affiancato al periodo delle vacanze in montagna, genera milioni di euro di indotto e permette la sopravvivenza ad attività commerciali e artigianali. Per non parlare del comparto della neve, che origina economia e innumerevoli posti di lavoro. L’aver creato questo clima di indecisione e di incertezza darà vita a danni irreparabili”.

Il numero uno degli artigiani monregalesi ricorda inoltre che “nel periodo estivo il Governo ha salvato il mondo della balneazione, molto più difficile da gestire di quello della neve. Eppure, pare che sia sempre più in dubbio la apertura delle piste da sci. Il Governo non si rende conto (o forse per qualche assurda ragione non vuole accettare) che le partite iva artigiane commerciali e turistiche generano l’importo economico necessario a non fare collassare l’economia italiana?.

Ecco allora che, qualora lo scenario si delineasse in base alle premesse attuali, il tracollo sarebbe dietro l’angolo: “Se accadrà quello che, con sufficienza e incompetenza, il premier Conte ha nascosto nelle sue parole di supponenza, ossia il blocco del turismo della neve e delle festività natalizie, sarà l’inizio della fine. Migliaia di partite iva imploderanno, portando alla fame le rispettive famiglie. Il Monregalese senza l’apporto del Natale e del circuito della neve si trasformerà in un deserto bianco. Spero che sia solo un momento di confusione legata agli eventi e alle pressioni trasversali e si provveda a mettere mano quanto prima a provvedimenti che rendano sostenibile l’economia circolare locale legata alla neve e al Natale”.