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Oggi, 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne

L'augurio è che confinamenti e quarantene fondamentali per ridurre il covid-19 non diventino una trappole per donne con partner violenti che devono essere invece protette e supportate

Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.

Come nasce questa ricorrenza? Bisogna tornare indietro fino al 1960. Il 25 novembre di quell’anno, infatti, tre sorelle furono uccise dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo, a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana. Dopo essere state fermate per strada mentre si recavano in carcere a far visita ai mariti, furono picchiate e gettate in un burrone dai loro carnefici che cercarono di far passare quella brutale violenza per un incidente. Le tre sorelle sono passate alla storia anche con il nome di Las Mariposas (le farfalle), per il loro coraggio di opporsi alla dittatura e di lottare per i diritti.

Quindi la decisione dell’assemblea delle Nazioni Unite di istituire la Giornata in loro memoria: il 25 novembre del 1981 avvenne il primo “Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche” e da quel momento il 25 novembre è stato riconosciuto come data simbolo.

Nel 1999 è stato istituzionalizzato anche dall’Onu e, grazie alla Dichiarazione di Vienna del 1993, un altro grande passo è stato fatto con il riconoscimento della violenza sulle donne come fenomeno sociale da combattere.

E le scarpe rosse? Il simbolo è stato ideato nel 2012 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas, ed è così diventato uno dei modi più popolari per denunciare i femminicidi. Soprattutto in Italia, il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne sono le scarpe rosse, “abbandonate” in tante piazze per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Quest’anno il coronavirus ha modificato anche lo svolgimento delle commemorazioni che saranno per lo più on line.

Un anno difficile che ha visto aumentare la violenza sulle donne aumenta a causa del lockdown. Aggressioni e femminicidi sono incrementati del 20%. La grande difficoltà riscontrata è legata alla difficoltà di chieder aiuto in quanto “prigioniere in casa”.

L’augurio è che confinamenti e quarantene fondamentali per ridurre il covid-19 non diventino una trappole per donne con partner violenti che devono essere invece protette e supportate, non solo il 25 novembre.