“Numeri non compatibili con l’apertura degli impianti sciistici”: anche l’ISS decreta il lockdown della montagna

Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, "vieta" a parole lo sci, perlomeno nella parentesi natalizia: "Sono sicuro che anche i Paesi dell'UE concorderanno con me"

Questa stagione sciistica non s’ha da fare, almeno nella sua parentesi natalizia. L’amaro verdetto è giunto questa volta non dai tavoli della politica capitolina, bensì da quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, presieduto da Silvio Brusaferro, nell’ambito della conferenza stampa odierna sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia.

“Il Natale avrà una sua unicità, ma dobbiamo abbassare la curva – ha asserito il numero uno dell’ISS –. Con questi numeri è molto difficile immaginare qualsiasi tipo di spostamento di massa, aggregazioni e raduni, in particolare di persone che provengono da quadri epidemiologici diversi”.

Gli ha fatto eco Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, il quale ha precisato che “sarà un Natale diverso, il primo e auspicabilmente l’ultimo, grazie ai vaccini. Tutto quello che eravamo abituati a vedere a Capodanno non potrà avere corso, è inimmaginabile e incompatibile”. Ma, soprattutto, “gli attuali numeri non sono compatibili con l’apertura degli impianti sciistici e sono sicuro che lo penseranno anche i Paesi dell’UE”.

Il numero dei decessi è ancora elevato e “non ci si può rilassare”, ha spiegato Brusaferro, che ha poi specificato come l’età media dei casi di Coronavirus in Italia si attesti intorno ai 48 anni, mentre per i deceduti supera quota 80 anni.