“Natale in lockdown: tecnologia e tradizione”

"In un anno difficile come quello che sta giungendo al termine, ognuno di noi dovrebbe privilegiare gli acquisti di prossimità, sia per sostenere il tessuto economico del nostro territorio, sia per evitare di arricchire piattaforme multinazionali di vendita online che hanno saputo cavalcare l’onda delle chiusure forzate imposte dal Governo per attirare nuovi clienti all’interno dei loro siti, costringendo così sempre più negozi ad abbassare definitivamente le loro serrande".

Scrive Alberto Coggiola (Fratelli d’Italia), consigliere comunale di Cuneo.

“In un anno scandito da chiusure, aperture, zone di vari colori e mesi trascorsi a sperare in un ritorno alla normalità, la seconda ondata del Covid-19, con buona probabilità, ci accompagnerà
per tutto il periodo natalizio. Inutile ribadire quanto ormai affermato dalla maggioranza degli esperti in campo medico, nonché del Governo: sarà un Natale diverso rispetto al passato.
Pur non conoscendo ancora la portata delle misure anti-contagio che saranno varate, probabilmente con il prossimo DPCM, è già possibile prevedere che il periodo antecedente il Natale e le festività, seppur mitigate con leggere aperture e probabili variazioni al coprifuoco, comporteranno un ulteriore sforzo non solo per tutti i cittadini, ma anche, e soprattutto, per i commercianti.

Proprio questi ultimi, già duramente provati da mesi di incertezze e mancati o ritardati ristori, non intravedono neanche nel periodo natalizio la possibilità di risollevare le vendite e, di conseguenza, le sorti delle loro attività. Il Governo suggerisce infatti di investire sulla tecnologia, sottolineando che anche nel periodo natalizio i cellulari, i tablet ed i computer saranno i mezzi che potranno legare le famiglie ed accorciare le distanze imposte dal periodo emergenziale, divenendo probabilmente gli unici a poter condividere con noi la tavola.

La maggior parte delle famiglie, da sempre attratta dall’evoluzione tecnologica, per i regali natalizi opterà per l’acquisto di prodotti tecnologici all’avanguardia capaci di attirare sempre più persone nella loro rete virtuale. Tuttavia, ciò comporta non solo l’allontanamento dalla realtà fisica, ma anche l’abbattimento degli ultimi baluardi delle tradizioni italiane, che fanno delle tavolate e del buon cibo – perché no? – la descrizione ideale del Natale. La scelta di preferire prodotti tecnologici, spesso comprati da grandi multinazionali, comporterà che le famiglie non regaleranno ad amici e parenti le eccellenze del settore agroalimentare e vitivinicolo: per il nostro Paese, ma soprattutto per la nostra realtà territoriale, sarà un’ulteriore sconfitta per i negozianti, già duramente provati, che si trovano a combattere contro la concorrenza delle vendite online e le chiusure forzate.

In un anno difficile come quello che sta giungendo al termine, ognuno di noi dovrebbe privilegiare gli acquisti di prossimità, sia per sostenere il tessuto economico del nostro territorio, sia per evitare di arricchire piattaforme multinazionali di vendita online che hanno saputo cavalcare l’onda delle chiusure forzate imposte dal Governo per attirare nuovi clienti all’interno dei loro siti,
costringendo così sempre più negozi ad abbassare definitivamente le loro serrande”.