“Minori Cuneo continuano a chiedere di essere ascoltati, giustizia è sorda?”

Scende in campo per i 4 minori allontanati dalla madre Tommaso Varaldo, Presidente dell'Associazione AIEF - Infanzia e Famiglia

“Da ormai quasi cinque lunghi mesi quattro fratelli a Cuneo vivono divisi e lontani dai propri affetti, i tre più grandi in tre diverse comunità per minori e la piccola di sei anni in una famiglia affidataria. Divisi tra loro e allontanati dalla propria mamma accusata di alienazione parentale. Ma loro non mollano e dalle comunità continuano a gridare la loro disperazione e chiedere aiuto ad una giustizia che si gira dall’altra parte e sembra essere sorda. Ecco cosa scrive il fratello maggiore di 16 anni: “Io e i miei fratelli abbiamo denunciato abusi, mamma ci ha protetto e ha denunciato anche lei. Come risultato siano finiti in comunità separati tra noi. Il tribunale ci ha messo un attimo per decidere che nostra madre ci influenzasse ma ci sta mettendo anni per controllare se nostro padre è colpevole”. Il più grande, come suo fratello e le sue due sorelle più piccole, chiedono di poter stare insieme e tornare a casa, dalla loro mamma. Allora perché allontanarli? Perché dividerli addirittura tra loro per tutto questo tempo? E’ così che il sistema giudiziario tutela i diritti dei minori? Bisogna sempre ascoltare la volontà dei minori, lo dice la legge nazionale e lo dicono le convenzioni internazionali.”

Lo dichiara in una nota stampa Tommaso Varaldo, Presidente dell’Associazione AIEF – Infanzia e Famiglia.

“Vorrei ricordare la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza che impegna gli Stati vigilare affinché il minore non sia separato dai genitori contro la propria volontà, se non in presenza di gravi situazioni. Come sembra apparire, la grave situazione che non ha consentito inizialmente alla mamma di poter vivere con i propri figli è essere accusata di alienazione parentale nei confronti di un presunto padre abusante e violento (come hanno denunciato e continuano a denunciare i ragazzi). Un’accusa così grave da allontanare i figli? E quale grave situazione non consente ai quattro fratelli di veder rispettato il diritto a crescere tutti insieme? Noi non ci stiamo, questa non è giustizia. Noi siamo con voi che continuate a chiedere che vengano rispettati i diritti. Ecco l’ennesima storia piemontese in cui i diritti dei minori vengono dimenticati”, conclude Varaldo.