“Italiani chiedono personale sanitario qualificato e numericamente adeguato”

Mario Campanella (Popolo della Famiglia Piemonte): "Le preoccupazioni dell'Ordine dei Medici del Piemonte e dei Sindacati degli Infermieri sono anche le nostre"

Scrive Mario Campanella, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia.

“Le preoccupazioni dell’Ordine dei Medici del Piemonte e dei Sindacati degli Infermieri sono anche le nostre. Nella gestione dell’emergenza Covid, con il Piemonte tra le situazioni più critiche sul territorio nazionale, abbiamo sentito proposte che vanno immediatamente restituite al mittente. Non si può, in assenza di infermieri, assumere medici cui far svolgere mansioni infermieristiche. Le competenze mediche vanno sfruttate al massimo senza demansionamento e siamo grati all’Ordine dei Medici che oggi iscriverà d’urgenza 50 nuovi medici appena abilitati  pronti a scendere in campo a fianco dei Colleghi.

Cosi come vanno rispettate la specificità e la professionalità degli infermieri, autonomi ed indipendenti nelle loro competenze. Piuttosto si cerchino soluzioni per sopperire alla gravissima carenza di infermieri (oltre 50.000 in Italia) ed alla mancata programmazione numerica nella formazione di medici specialisti che mostra purtroppo in questi mesi tutta la sua gravità. Il Popolo della Famiglia del Piemonte sottoscrive in toto le richieste delle organizzazioni professionali: dalle nuove assunzioni al coinvolgimento degli studenti di infermieristica degli ultimi anni, dallo sgravio di tutte le pratiche amministrative svolte dai sanitari e che andrebbero affidate ad altro personale più facile da ingaggiare alla assunzione a tempo indeterminato del personale precario.

Il Governo ha stanziato ormai oltre 100 miliardi per la crisi Covid, ma ai medici ed agli infermieri (che hanno pagato un prezzo altissimo anche in vite umane) sono arrivati molti elogi sui social e poco altro. In compenso sono aumentati responsabilità e turni massacranti e nessuna prospettiva di migliori condizioni lavorative. Il loro grido di dolore non deve essere spento dalla confusione dell’attuale gestione emergenziale, denunciata da tutte le Associazioni di categoria. I malati (di ogni patologia) hanno più che mai diritto ad avere personale sanitario qualificato e numericamente adeguato e gli “eroi” in camice bianco hanno bisogno di più rispetto e riconoscimento della loro professionalità. Solo così potrà andare tutto bene”