“Il nuovo lockdown si poteva e si doveva evitare”

"Il lockdown non è altro che l'altra faccia del negazionismo sul virus perché è un altro modo di non affrontare il problema, tra l'altro con rischio di aggravarlo perché si chiudono in casa le famiglie, ossia il luogo in cui avviene l'80% dei contagi. Convivere con il virus significa anche combatterlo con strumenti davvero efficaci"

Scrive Filippo Blengino di Radicali Cuneo.

“Abbiamo perso mesi di tempo preziosissimo ed ora ci troviamo punto a capo. Dovevamo solamente prendere esempio da quelli che il virus l’hanno sconfitto, come Taiwan e Corea del Sud dove in molte zone non è nemmeno più necessario indossare la mascherina. E lo hanno fatto senza un giorno di lockdown. Semplicemente invece di chiacchierare su banchi a rotelle hanno preso sul serio il problema e hanno adottato la strategia delle 4T (testing, tracing, treating, timely). Ma mentre Taiwan con un terzo della popolazione italiana ha 7 vittime da coronavirus da febbraio e vive da 200 giorni senza contagi noi ora siamo nuovamente qui, chiusi in casa agli arresti domiciliari sentendoci dire che non possiamo più andare a teatro, che il nostro negozio deve chiudere o che la nostra azienda deve smettere di lavorare perché non ci sarebbero alternative. E intanto mentre le multinazionali fanno a gara per investire su Taiwan, la nostra economia è in ginocchio, le terapie intensive sono colme, centinaia di persone muoiono e migliaia soffrono abbandonare a loro stesse, senza nemmeno avere la possibilità di avere vicino un proprio parente o affetto.

Chiediamo anche attraverso una petizione al ministro Speranza di contattare il suo collega di Taiwan e di chiedergli una consulenza su come mettere al sicuro il nostro Paese da questa pandemia e dalle possibili future pandemie di un mondo globalizzato e urbanizzato come il nostro, a seguito delle notizie di un nuovo ceppo che provengono dalla Danimarca. La soluzione al virus non può essere alternare mesi di apertura in cui far finta di nulla e scaricare sui privati la prevenzione a settimane di blocco in cui quegli stessi privati che hanno speso per adeguarsi chiudono. Il sistema italiano dei tracciamenti non funziona per nulla per come è stato progettato Immuni che su molti telefonini non si può usare. Il virus lo si poteva sconfiggere prendendo spunto dai Paesi che hanno vinto. Come? Semplice: limitando al 50% la capienza del trasporto pubblico, rendendo obbligatoria la quarantena da chiunque arrivasse da Paesi esteri a rischio, potenziando il sistema della terapia intensiva (segnalo che a Taiwan ci sono circa 7000 posti di terapia intensiva per una popolazione che è pari ad 1/3 di quella italiana).

Il lockdown non è altro che l’altra faccia del negazionismo sul virus perché è un altro modo di non affrontare il problema, tra l’altro con rischio di aggravarlo perché si chiudono in casa le famiglie, ossia il luogo in cui avviene l’80% dei contagi. Convivere con il virus significa anche combatterlo con strumenti davvero efficaci. Insensata e, peraltro, incostituzionale l’apertura attualmente acconsentita per le Chiese e vietata per altri tipi di riunioni da svolgere nel rispetto dei protocolli; in sostanza possiamo passeggiare solo nei dintorni di casa per lo stretto necessario dobbiamo rinunciare a moltissime cose, ma la messa rimane acconsentita. Decisioni forvianti, prive di ogni fondamento scientifico e ridicole.”