Il nuovo libro di Gerardo Unia su una delle pagine più terribili della Grande Guerra

Lo storico cuneese pubblica per Nerosubianco Edizioni un saggio sulla “battaglia inutile” del Monte Ortigara, pochi mesi prima della disfatta di Caporetto. Una spedizione che vide protagonisti anche molti soldati cuneesi, ed è proprio su quest’ultimi su cui si concentra il libro di Unia.

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Si intitola “Cuneesi sull’Ortigara” la nuova fatica letteraria dello storico cuneese Gerardo Unia. Il saggio, pubblicato da Nerosubianco Edizioni, è il ventitreesimo libro dello scrittore classe 1950, che per l’occasione torna ad occuparsi della Grande Guerra, di cui è un grandissimo esperto.

Se tutti conoscono, almeno a grandi linee, il nome di Caporetto, teatro della più sanguinosa disfatta militare della storia italiana, nella battaglia del 24 ottobre 1917, non tutti avranno sentito parlare della Strafexpedition, la spedizione punitiva degli austro-ungarici iniziata nel giugno del 1916 e contenuta a fatica dalle forze italiane. I soldati italiani cercarono di attuare una controffensiva che però non portò a grandi risultati.  In modo particolare, nel giugno del 1917, si tentò ancora una volta di riconquistare il monte Ortigara, ma l’impresa si trasformerà in una delle più terribili carneficine di quell’anno: ventottomila morti in venti giorni di combattimenti feroci e in poco più di due chilometri di fronte.

Il libro di Unia (di 152 pagine) si propone, soprattutto, di cercare di stimare il sacrificio, in termini di vite umane, che la provincia di Cuneo ha pagato in queste cruciali battaglie sull’Altipiano di Asiago, collegandone la storia con quella del resto del conflitto, e di rendere omaggio a quei suoi figli che, con tanto valore, hanno combattuto in quella guerra lontana.

 

 

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